L'Orthodox Calendar 2016 torna a sfidare l'omofobia del patriarca Kirill



Anche quest'anno l'Orthodox Calendar torna nella sua controversa formula volta a denunciare l'ipocrisia della Chiesa Ortodossa, sempre più coinvolta in scandali di ogni sorta ma immancabilmente pronta ad elargire giudizi morali di condanna nei confronti dell'omosessualità.
Come nelle tre edizioni precedenti, l'opera non intende in alcun modo risultare un attacco alla religione in sé, ma agli uomini che usano la religione per raggiungere ben altri scopi. In particolar modo si punta il dito contro il Patriarca ortodosso russo Kirill e i suoi amici al triangolo d'oro del Cremlino,  identificati come «la vera fonte del male» anche per l'aver colto l'opportunità di sfruttare l'omofobia per ragioni prettamente politiche e di controllo della popolazione.
I 30 scatti del calendario ci guideranno lungo un viaggio verso l'Occidente, alla scoperta delle diversità dei desideri che Kirill è solito descrivere come «perversioni malvagie». Ma il sacerdote scoprirà ben presto che i desideri e le tentazioni non conoscono sesso, orientamento sessuale, identità di genere, colore, opinione o le convinzioni personali, la capacità, l'età o qualsiasi altra condizione e non certo le frontiere. Sono semplicemente un'alternativa alla norma ideologica ufficiale.

L'opera è stata anticipata anche da un teaser ambientato nel centro di Mosca, dove la signora Medvedev gestisce una casa disprezzata da tutta la Chiesa ortodossa a causa del suo libertinaggio. Le sequenze del video mostrano l'inaspettata visita di un sacerdote di una vicina parrocchia, spinto da una curiosità interiore che lo porterà a scoprire con sorpresa che tutto l'odio che ha imparato dalla Chiesa ortodossa non è altro che ignoranza e paura del diverso.

L'Orthodox Calendar viene riconosciuto a livello internazionale come l'unico sforzo globale contro l'omofobia organizzata nella regione ortodossa.

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