Prosegue l'incitamento all'odio di ProVita: ora sostiene che non si nasca gay



Non passa giorno senza che l'associazione ProVita pubblichi un qualche articolo volto esclusivamente ad alimentare la violenza omofobia e a mettere letteralmente a rischio la vita di migliaia di adolescenti. L'ultima violenza è un vergognoso articolo in cui l'associazione tenta di convincere l'integralismo cattolico che l'omosessualità non sia innata, ma sia sia da ritenersi una scelta da condannare. Ne conviene, dunque, che si cerchi di invitare i genitori a far dei male ai propri figli nella convinzione che l'orientamento sessuale possa essere cambiato come un paio di calzini (e crederà a quella follia, rischia di far del male ai propri figli sino a poter arrivare a causare gesti estremi).

L'articolo inizia sostenendo che «l'omosessualismo è un'ideologia che potremmo ricondurre nell'alveo di quel “gender” di cui tanto si parla. Non è la stessa cosa, ma usa gli stessi sistemi di propaganda menzogneri». Insomma, si dichiara bellamente come la fantomatica «ideologia gender» non sia altro che una bufala inventata a tavolino per distogliere l'attenzione su come i destinatari del loro odio non siano altro che gay e lesbiche.
Si passa poi ad un attacco a monsignor Krzysztof Charamsa, criticato per aver fatto coming out alla vigilia del sinodo della famiglia. Lo si accusa di essere «un attivista gay» e di essere «incompatibile» con la Chiesa. Lo si paragona persino a Kim Davis, sostenendo che «differenza che per lui non si apriranno le porte del carcere: dovrà solo lasciare la posizione all'interno di istituzioni cattoliche».
Ecco dunque che il solo fatto di esistere viene paragonato a chi intenzionalmente vuole impedire i diritti costituzionali altrui, con la differenza che la Davis non è stata allontanata perché (giusto per sottolineare chi sia il vero totalitarismo mosso da un pensiero unico).

Ma l'incredibile deve ancora arrivare, perché ProVita sostiene che:

Mentre è azzeccato il momento del suo coming out alla vigilia del Sinodo sulla Famiglia non altrettanto lo è il fatto che egli si appelli alla famigerata “Born Gay Theory” che si è affacciata in ambito scientifico all'inizio degli anni 90 e che è stata abbondantemente smentita.
Nel 1991 Simon LeVay nell'edizione del 30 agosto 1991 della rivista Science annunciava l'esistenza di una differenza tra la struttura ipotalamica degli eterosessuali rispetto agli omosessuali: a suo giudizio questa differenza poteva avere un’influenza sull'orientamento sessuale delle persone. Nel 1993 Dean Hamer portava uno studio di genetica in cui annunciava, sempre su Science nell'edizione del 16 luglio 1993, che alcuni marker del cromosoma X potevano avere un'influenza sullo sviluppo dell'orientamento sessuale negli omosessuali maschi.
Purtroppo Mons. Charamsa è rimasto indietro come bibliografia ai primi anni '90 e nessuno lo ha informato del fatto che nel frattempo sono usciti una valanga di lavori che hanno smontato pezzo a pezzo i due studi che miravano a dare copertura “scientifica” al fatto che gli omosessuali sono nati così e dunque questo è un dato identitario della persona e non un comportamento di cui ciascuno è ritenuto responsabile.
Bisogna informare anche il suddetto Monsignore che la parte lesbica del variegato mondo LGBT sostiene l'esatto contrario di quanto da lui affermato e cioè: “Biology is Not Destiny”. Ora i casi sono due: o le persone omosessuali sono nate così oppure “donne non si nasce ma lo si diventa”, bisogna che decidano di mettersi d’accordo tra di loro prima di tentare di smontare l’istituto familiare che sta in piedi dall'origine dei tempi.

Il metodo propagandistico utilizzato per sostenere la loro tesi risulta decisamente immorale e vergognoso. Si scredita una tesi (senza neppure citare le fonti del discredito) e si sostiene che tanto basi per far finta che null'altro sia successo nel ventennio successivo. Se è pur vero che l'ipotalamo pare non c'entrare nulla con l'orientamento sessuale, è altrettanto vero che nuovi studi non hanno dubbi nell'indicarne cause cromosomiche. Far finta che una tesi sbagliata debba rendere illegittimo qualunque studio successivo dovrebbe rimettere in dubbio persino l'idea che sia la Terra a girare intorno al Sole...
Allo stesso modo rimane senza parole come contestino che le tesi della comunità lgbt non coincidano con la fantomatica «ideologia gender» da loro ideata. Ormai ci si viene insultati quando gli si dice che non esiste e si viene insilatati quando non la si sostiene. Chi pare indeciso sono proprio loro.

Anche perché il 21/02/2015, l'associazione ProVita ci attaccò cercando di legittimare le bufale con cui Corrispondenza Romana tentò di sostenere che l'omosessualità non sia innata. In quell'occasione, l'associazione scrisse:

In realtà, è secondario sapere se ci sia o meno una qualche predisposizione genetica all'inclinazione omosessuale: resta il fatto che gli atti umani (quelli che sottostanno a una certa deliberazione e volontà) non sono rigidamente determinati da nessun fattore, interno o esterno che sia. Ne va della libertà umana.
Dire che invece gli omosessuali non avrebbero “altra scelta” che seguire la loro inclinazione sarebbe (questo sì) veramente discriminatorio nei confronti degli omosessuali, che sarebbero considerati alla stregua di sub-umani, incapaci di dominare liberamente i propri impulsi. In questo senso, difendiamo la libertà degli omosessuali contro l'omosessualismo!

È in quell'occasione che ProVita sostenne che l'orientamento sessuale non debba necessariamente essere seguito e che chiunque abbia il diritto di poter scegliere liberamente se essere ciò che è stato definito dalla natura o ciò che Brandi vuole che gli altri siano (ossia persone che abbiano una sessualità a sua immagine e somiglianza).
Sempre stando alla loro teoria, Brandi dovrebbe tranquillamente essere in grado di decidere liberamente di essere gay e di trattenere i suoi impulsi verso le donne per avere rapporti sessuali solo con persone dello stesso sesso, possibilmente sentendosene appagato. Sarebbe interessante vedere se il presidente di ProVita sarà d'accordo nel tentare di dimostrare ciò che cerca di diffondere, dato che il buonsenso dice che tutto ciò non sia possibile.
Loro stessi dicono che un esperimento simile condotto da Money portò al suicidio della persona che venne costretta ad avere un genere diverso da quello di natura: per proprietà transitiva, parrebbe che i ProVita ci vogliano spingere al suicidio (in questa sede tralasceremo su come quell'esperimento venga poi strumentalizzato dalla loro propaganda).
Interessante è anche notare come in tutte le occasioni queste associazioni siano in prima fila nel sostenere che si possa «scegliere» la propria natura così come dicono che la fantomatica «ideologia gender» sostenga. Peccato che ogni volta il tutto appaia una follia (e se davvero volessero combattere «il gender», forse dovrebbero iniziare a combattere sé stessi!).

Un ultimo punto che merita attenzione riguarda l'evidenza di come l'integralismo cattolico sia organizzato e coalizzato nel tentare di far passare il messaggio che i gay siano dei "malati". Ed è così che anche La Nuova Bussola Quotidiana e Il Timone (entrambi diretti dalla medesima persona) sono impegnati nello starnazzare che solo l'eterosessualità sia innata mentre un 10% della popolazione decida volontariamente di avere una sessualità che li porterà ad essere vittima delle loro violenze e discriminazioni. Il tutto dimostrando che una lobby esiste, ma è quella che si coalizza nel tentare di alimentare odio e discriminazione verso le minoranze.
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