Almeno 158 i morti della strage di Parigi. Gli sciacalli all'opera con i corpi ancora caldi



Si è trattato del più grave attentato mai avvenuto in Europa dopo la strage dell'11 marzo 2004 alla stazione di Atocha a Madrid, nella quale morirono 191 persone. Un attacco simultaneo ha colpito vari punti di Parigi.
Nella notte di venerdì 13 settembre, tre forti esplosioni sono state udite all'esterno dello Stade de France, dove si stava disputando l'amichevole tra la nazionale francese e quella tedesca. Il presidente François Hollande era presente ed è stato fatto evacuare, mentre i cancelli della struttura sono stati chiusi per impedire che il panico potesse causare vittime. Le tre esplosioni sarebbero state provocate da tre kamikazeche indossavano cinture con esplosivo.
Un po' più ad est, sono 18 le vittime causate da un'esplosione avvenuta in Rue De Charonne. Altre 14 sono rimaste uccise dall'attentato in un ristorante cambogiano in Rue Bichat.
Almeno cinque persone sono state uccise dai colpi di fucile automatico in Rue De La Fontaine Au Roi, poi al teatro Bataclan un commando ha preso in ostaggio alcuni giovani che assistevano ad un concerto e hanno iniziato a giustiziarli uno per uno. Le drammatiche immagini girate da un giornalista di Le Monde hanno fatto il giro del mondo, mostrando persone appese fuori dalle finestre, feriti trascinati lungo la strada, gente che scappa e cadaveri sull'asfalto.

Ma dinnanzi a questo dramma, c'è chi pare non abbia voluto perdere occasione per sfruttare la situazione a fini elettorali. Quanto accaduto nelle prime ore viene magistralmente ricostruito da L'Espresso, il quale constata come «neppure il tempo del silenzio, del rispetto dei cadaveri, di ricevere informazioni certe su quanto stava accadendo, che già le pagine Facebook e i profili Twitter di esponenti di primo piano del centro destra e della Lega si riempivano di frasi facili e comode da spendere sull'onda del terrore».
Ad aprire le danze è Matteo Salvini che, in tempo reale, chiede di introdurre «i libri di Oriana Fallaci obbligatori in tutte le scuole" perché «prevenire è meglio che curare». Poi propone «chiusura delle frontiere, controlli a tappeto di tutte le realtà islamiche presenti in Italia, attacchi in Siria e in Libia» e, attraverso la modifica di quanto già scritto, aggiunge che sia necessario «bloccare partenze e sbarchi». Così, tanto per prendersela anche con gli immigrati. Dinnanzi alle critiche, pubblica una frase con l'equazione «Buonisti = complici».
Il deputato leghista Gianluca Pini ha scritto su Facebook che «Il prossimo idiota di sinistra o dei 5stalle (cit.) che mi parla di Islam moderato lo prendo a calci in culo». Il sindaco di Padova Massimo Bitonci (quello che censura i fantomatici "libri gender") pare ignorare come la federazione delle corti islamiche europee abbia già condannato l'attacco e chiede che «l'Islam sia bandito dall'Europa se non afferma che violenza è contraria Dio». Daniela Santanchè sostiene che «l'Islam festeggia i nostri morti» (tutto l'Islam) mentre Maurizio Gasparri chiede attacchi aerei a tappeto e di mettere sotto controllo tutti gli islamici.
All'elenco de L'Espresso possiamo anche aggiungere Forza Nuova e i suoi manifesti in cui i cadaveri vengono utilizzati per promuovere posizioni integralista, così come il giornalista Fabrizio Rondolino (celto da Daniela Santanché come consigliere per la sua campagna elettorale 2012) che ha fatto infuriare la rete dopo aver scritto su Twitter che «Emergency è un'organizzazione politica antioccidentale mascherata da ospedale ambulante. Va isolata e boicottata». La posizione dell'ONG è stata espressa in vari messaggi, fra cui Cecilia Strada ‏che ha commentato: «15 anni di "bombe contro il terrorismo" e il terrorismo oggi è più forte. voi che chiedete "altre bombe": ma ce le facciamo due domande?».

L'apoteosi pare però essere stata raggiunta da Libero, pronto a titolare a caratteri cubitali: «Bastardi Islamici». Una scelta che è costata una querela al direttore Belpietro e l'indignazione sui social network.
Eppure quella prima pagina è stata condivisa con soddisfazione sul profilo ufficiale della Lega Nord, così come anche il presidente della regione Lombardia Maroni ha dimostrato il suo apprezzamento nel definirla una «sintesi perfetta».

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