Le lobby del gender: tra giuristi italiani e gruppi di pressione internazionali



Proseguiamo nell'esplorazione di quanto documentato nell'inchiesta realizzata da Yàdad De Guerre. Dopo aver scoperto le origini dei movimenti anti-gay, entriamo nel dettaglio di alcuni singoli gruppi per capire che tipo di contatti internazionali muovano la loro crociata contro i diritti delle minoranze.
Iniziamo con Gianfranco Amato, presidente dei
Giuristi per la vita.

Era il 1981 quando il Vaticano e i conservatori statunitensi dell’era di Reagan aiutarono il prete cattolico Paul Marx a fondare un gruppo anti-abortista denominato Human Life International (HLI). I conservatori coprirono i costi mentre la Chiesa si preoccupò di garantirne l'espansione a livello internazionale.
Eppure, solamente dopo qualche anno di attività, l'Onu le ritirò la sua nomina a consulente a causa della violenza delle sue azioni. In risposta a questo allontanamento, nel 1997 il ramo canadese di HLI creò un altro ente che potesse ereditare il suo lavoro di lobbying internazionale: nacque il Catholic Family and Human Rights Institute (C-Fam). La prima direttrice assunse un ruolo morbido ma fu ben presto sostituita con l'ex giornalista e supernumerario dell'Opus Dei, Austin Ruse.
Vennero arruolati vari ultra-conservatori e fondamentalisti, mentre l'attacco all'Islam che mise in cattiva luce la HLI fu convertito in una più generica «difesa dei valori tradizionali» e della «sovranità» popolare. Inoltre, secondo alcune fonti più o meno ufficiali, già dal 1999 il C-Fam fu in stretto contatto con il Vaticano stesso nell'attività di lobbying all'Onu.
Insieme al giurista Richard Walkins e ad Allan Carlson (il presidente del centro ultra-conservatore Howard Center for Family, Religion, and Society), il C-Fam sponsorizzò il secondo Congresso Mondiale delle Famiglie a cui parteciparono diversi esponenti dell’Opus Dei, ivi incluso il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Alfonso López Trujillo.
Legato anche alla Russia omofoba di Putin, Ruse risulta in stretto contatto con Dale O’Leary: l'organizzazione pubblicava un magazine chiamato Thefactis.org co-prodotto dalla Culture of Life Foundation (una lobby prolife benedetta da Giovanni Paolo II che nell'era di George W. Bush riuscì a bloccare la ricerca sulle cellule staminali). Inoltre la O’Leary stessa aveva un ruolo di lobbying all'interno dell’Onu in qualità di delegata dell’ONG Family Rearch Council, di cui è attualmente legale senior Cathleen Cleaver, moglie di Austin. E fu proprio Austin ad aver diffuso l’idea per cui «secondo alcuni» esistono venti identità di genere.
Nell'osservare i loro dialoghi è difficile non constatare come le stesse cose vengano sostenute anche dall'integralismo cattolico italiano, nonostante i nostri connazionali difficilmente citano la fonte originaria di tale «pseudo-bufala». Ma per capirne l'influenza, si pensi anche solamente a come Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, dedicò ampio spazio ad un'intervista in cui la donna si lanciò nel sostenere che per contrastare la fantomatica «ideologia gender» sia necessario spingere i gay verso «un percorso di guarigione».
Il C-Fam, è in contatto diretto con due associazioni legali integraliste che sostengono di voler salvare la giurisprudenza dagli attacchi anti-cattolici: la Alliance Defending Freedom (ADF) e la Advocates International. Si tratta di due gruppi internazionali che lavorano per la «protezione dei valori tradizionali» tanto cari a Ruse e contro qualsiasi tipo di battaglia civile portata avanti da organismi pro-lgbti. Tutte queste associazioni statunitensi (da HLI ad ADF) hanno ricevuto forti aiuti finanziari da parte della National Christian Foundation che, in termini di disponibilità finanziaria, è la quindicesima organizzazione non governativa degli Stati Uniti.
In più occasioni la Advocates International e la ADF hanno dato supporto legale ed economico alle organizzazioni religiose che si sentivano "minacciate" dalle leggi per il riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso o dalle leggi che regolamentavano il reato di omofobia. Hanno anche contrastato tutto ciò che ritenevano essere una limitazione religiosa. Ad esempio, la ADF è entrata in campo nel caso Lautsi v. Italia sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche italiane (per di più con il supporto di trentatré parlamentari europei, tra cui anche Carlo Casini).
A pagina 81 del volume "The Global Right Wing and the Clash of World Politics", scritto nel 2012 dal politologo Bob Clifford, si afferma che la strategia della Advocates International è fondata sulle lettere L-O-R-D, come riferimento a Dio, il Signore (“Lord” in inglese), L come incontri Locali, O come Organizzazioni nazionali, R come reti Regionali, D come Discepoli (sparsi nel globo). Sostanzialmente, lo scopo è quello di diffondersi sul e proteggere il territorio, seguendo una dinamica che dal locale arriva al piano internazionale.
Il “discepolo” italiano della Advocates International è l'avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita e membro di numerose altre associazioni anti-gender che, guarda a caso, paiono adottare un meccanismo direttamente preso delle logiche statunitensi per portare avanti molti temi legati all'originale battaglia del vaticano contro l'Onu.

Un interessante aneddoto è quello accaduto nel 2008. L'Uaar iniziò una battaglia legale per chiedere che agli adulti fosse consentito di potersi sbattezzare ma, su alcuni siti statunitensi, furono pubblicati articoli falsi volti a sostenere che in quella causa si chiedesse la totale proibizione dei battesimi ai bambini. Inoltre parlarono di un avvocato della ADF che a Grosseto era riuscito a convincere un querelante a non procedere con la pratica dello sbattezzo perché, tanto, la sentenza non avrebbe generato un precedente. Quell'avvocato era Gianfranco Amato.
Anche nel 2009, quando Rocco Buttiglione propose e fece votare al Parlamento Italiano una mozione volta a spingere l’ONU a dichiarare illegittimo l’aborto come strumento di controllo demografico, a spiegare la situazione a C-Fam fu sempre Amato, pronto a riferire anche la certezza del deputato riguardo alla presunta e non confermata volontà anti-abortista del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Il sito ilsussidiario.net ci informa anche che Amato è allied-attorney di ADF, collabora con il C-Fam ed è rappresentante per l’Italia di Advocates International. Ciò spiega, ad esempio, il perché l'interpretazione revisionista dell'omicidio di Shepard pubblicata su La Nuova Bussola Quotidiana da parte di Amato sia perfettamente in linea con quella di Ruse (il cui articolo è stato tradotto in Italia da ProVita Onlus). Tanto basterebbe ad ipotizzare che quelle strategie retorico-discorsive globali siano state messe a punto da reti devote alle logiche del LORD.


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