Gianfranco Amato usa la fotografia di una vittima dell'omofobia per alimentare l'odio che l'ha spinta al suicidio



È davvero incredibile come nelle mani di Gianfranco Amato ogni parola perda di significato e come ogni realtà venga mistificata. Ne è un esempio quanto apparso sulla sua pagina ufficiale, nella quale si è assistito all'insulto gratuito di un utente che segnalava come l'immagine di una vittima dell'omofobia sia stata da loro strumentalizzata per alimentare quello stesso odio che ha portato Leelah Alcorn al suicidio.
È un fatto risaputo come nei suoi convegni l'avvocato sia solito sostenere la necessità di imporre una sterilizzazione forzata dei transessuali o spingere i presenti a deridere uno studente transessuale che Amato paragona a «una brutta ragazza». E se l'avvocato alimenta lo stigma sociale, sono poi i suoi amici de La Nuova Bussola Quotidiana a coadiuvarlo verso la promozione le fantomatiche terapie riparative che hanno rappresentato la goccia che ha spinto la giovane all'estremo gesto. Insomma, Amato è uno dei promotori di quella menzogna ideologica che spinge i genitori bigotti a uccidere i propri figli nel nome di Dio. Eppure è un'immagine celebrativa di quella morte a far da cornice ai convegni di disinformazione con cui si rischia di spingere alla morte qualche altro ragazzo.

A chi l'ha fatto notare, la pagina ufficiale di Gianfranco Amato risponde: «La foto è dell'articolo del corriere impostata già nel link. Vergognati tu per il tuo assurdo pregiudizio!». Eccoci nel mondo all'incontrario di chi dice che a vergognarsi è chi prende le difese di una vittima, non chi rischia di esserne il carnefice.
L'articolo in questione era un comunicato stampa in cui l'immagine era accompagnata da una didascalia che spiegava: "La foto di Rose Morelli usata senza autorizzazione da Fratelli d’Italia nei volantini anti gender distribuiti nelle scuole". nella riproduzione, però, la didascalia era stata tagliata e il giovane era stato abusato per promuovere il pregiudizio che si intendeva combattere. Un fatto eclatante che non sarà di certo passato inosservato a chi ha condivisa quel link e ha deliberatamente deciso di non avvalersi della possibilità di rimuovere quell'immagine di anteprima.

L'aggressività è l'insulto pare dunque la modalità con cui Gianfranco Amato pretende di imporre con la forza il suo pensiero, del tutto incurante di come qualcuno abbia il diritto di chiedere rispetto da chi è stato ucciso dal pregiudizio che lui è solito promuovere. Ma non solo. Qualche giorno prima era stata la medesima pagina a prendere di mira un articolo di Gayburg in cui si sottolineava come l'integralismo cattolico stia creando un clima d'odio tale da portare alcune persone a minacciare pubblicamente di morte i gay. Ma nel mondo all'incontrario di Amato, la colpa è di chi denuncia la violenza. Scrivono:

Riteniamo che il livello a cui stanno portando lo scontro ideologico è diventato molto alto. Affermazioni pubbliche di questo tipo sono inaccettabili e pericolose per l'incolumità fisica di Tony Brandi e Gianfranco Amato oltre a tutti gli altri. Massima solidarietà e stima per il lavoro di questi paladini della libertà che hanno bisogno di tutto il nostro sostegno!

Non è chiaro quale ragionamento possa portare a sostenere che una denuncia dei pericoli derivanti da una certa propaganda rappresenti un rischio per l'incolumità dei suoi autori. Da sempre questo sito ha sostenuto la necessità di un intervento giudiziario che possa portare delle persone competenti a chiarire se si sia dinnanzi a menzogne ideate con l'unico scopo di alimentare la violenza verso le minoranze. Mai si è parlato di violenza fisica! La domanda è il chiedere se il libro della Mazzucco sia pericoloso come dice Amato o sia un ottimo testo come sostiene la Procura. Ed ancora, c'è da appurare se l'Oms voglia davvero imporre lezioni di masturbazione precoce come dice Amato o se intende tutt'altro come sostengono tutti i ricercatori. La verità è solo una e si chiede sia appurata. Se questa è una minaccia per l'incolumità fisica di qualcuno, allora si capisce come quella stessa gente possa davvero credere che esista una fantomatica "ideologia gender"!

Il dato di fatto è che oggi alcuni cittadini hanno minori diritti e minore dignità sociale anche grazie a persone come Toni Brandi e Gianfranco Amato. Nelle scuole ci sono schiere di genitori ideologizzato che stanno indottrinando all'odio i propri figli, sostenendo che si debba temere quella diversità che si vorrebbe combattere. Probabilmente ci vorranno decenni per sistemare il disastro culturale creato dalla mera discriminazione di pochi soggetti ben noti, ed ogni giorno si rischia di danneggiare un numero sempre maggiore di persone. Ecco dunque da dove giunge la richiesta di provare a ricordarsi che lo stato è al servizio ddei cittadini e non delle potenti lobby dell'omofobia, motivo per cui è ora che la salvaguardia dei diritti costituzionali e del diritto alla sicurazza di tutti siano fatti valere anche (che ad Amato piaccia o meno).

A seguire i soliti commenti violenti dei suoi fan che, fra insulti gratuiti e mistificazioni, anconetano il loro sentirsi superiori nel nome della loro presunta eterosessualità. Si parte da chi invita a «pregare e pregare» per Gianfranco Amato e Toni Brandi, «affinché il male si dissipi e si affievolisca». C'è chi sostiene che «si condanna l'omosessualità (il peccato) come comportamento, non l'omosessuale (essere umano). Non si risponde al male (il peccato)» quasi come se non ci fosse violenza nel sostenere che un orientamento sessuale diverso dal proprio sia da condannare nel nome di Dio. Un Dio che peraltro sarebbe malevolo, dato che si sostiene abbia creato i gay al solo fine di privarli di una vita attraverso la violenza inaudita di chi si diverte a giudicarli mentre si crede esente da giudizi. Anche lei non manca di finire il suo commento con il classico «Dio vi benedica».
Alberto F. nega poi l'evidenza accusandoci di aver falsificato i commenti del giornale sostenendo: «Che poi sono convinto che i presunti "lettori" del Giornale che fanno certi commenti siano loro stessi. Tutto ciò che ci propinano i LGBTP è menzogna». Cosa siano gli LGBTP non è chiaro, anche se appare interessante notare come a spiegarlo sia un articolo apparso settimane dopo sul sito di ProVita (a loro dire, la "P" starebbe per "pedofili") e ci mostra chiaramente come tutte queste realtà di propaganda della menzogna siano tutte collegate fra loro, al punto che i commentatori di Amato già sapevano cosa avrebbe pubblicato settimane dopo il giornale di Toni Brandi.
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