Il Giornale delira e afferma che i cheerleader sarebbero «l'ultima follia del gender»



Incessantemente impegnato nell'alimentare odio verso una parte della popolazione a loro poco gradita, Il Giornale pare disposto veramente a tutto. Ed è così che un articolo firmato da Ivan Francese si lancia nel sostenere che «l'ultima follia del gender» sarebbero «le cheerleader maschi».
Si noti l'uso dell'articolo al femminile, dato il quotidiano di Salutisti vuol far intendere che i cheerleader debbano necessariamente essere donne e sculettare per il piacere di maschi eterosessuali. Anzi, l'immagine proposta parrebbe suggerire che il requisito fondamentale sia la presenza di tette groosse e una certa disinvoltura nel metterle in mostra.
Eppure sarebbe bastato leggere quanto riportato da Wikipedia per sapere che i cheerleader nacquero nel 1898 come attività prettamente maschile. Si dovrà attendere il 1923 perché comparissero le prime . E nonostante oggi si calcoli che il 97% di loro siano di sesso femminile, resta un 3% di ragazzi che da oltre un secolo svolge quell'attività così com'è stato celebrato anche in una serie di film della saga cheerlader made in USA.

Ma dato che Il Giornale vuole alimentare la paura verso un qualcosa che non esiste, allora è a queste falsità che deve ricorrere pur di legittimare le azioni dell'integralismo cattolico. Il tutto con il fine di portare consensi alla propria parte politica dato che, così come ci ha insegnato l'ideologia nazista, la paura può essere facilmente cavalcata per ottenere voti sulla base di una semplice promessa di discriminazione. In altro modo sarebbe inspiegabile come un giornale possa scrivere frasi come:

È così che l'ideologia del gender vorrebbe educare i nostri bambini, facendo loro il lavaggio del cervello e indottrinandogli contro qualsiasi attività anche solo vagamente riconducibile a tutto ciò che rappresenta il bagaglio della nostra traduzione.

Ed ancora:

Bene, ora una ricerca dell'Università dell'East Anglia, nel Regno Unito, ha teorizzato l'opportunità di indurre anche i ragazzi ad esibirsi come cheerleader. Secondo la professoressa Amy Pressland, riporta The Telegraph, nelle scuole vige una "illogica" segregazione per sessi - che, non c'è bisogno di dirlo, va subito abolita.
Così come bisogna abolire la "antiquata" concezione del calcio e del rugby come sport maschili e dell'hockey su prato e del netball come attività femminili. Tuttavia, osserva la Pressland, mentre in effetti c'è un aumento tra le donne che praticano sport maschili, sono ancora pochi i ragazzi che si dedicano ad attività femminili come l'allenamento da cheerleader. Così ci troveremo anche i cheerleader maschi.
Che per la verità non sono un inedito assoluto (in alcuni college americani si sono già visti): nessuno però aveva mai inserito questa figura in una campagna di rieducazione così aggressiva come quella del gender.

Ormai i sostenitori della fantomatica "ideologia gender" paiono divantati caricature di sé stessi, ossessionati a cercare di impedire a inventarsi fantomatiche "prove" dell'esistenza di una cosa creata a tavolino al solo fine di legittimare l'odio (basta leggere i commenti per capire che si scrive "gender" ma si legge "gay", dato che poi è sempre nell'incoraggiamento della violenza omofobia che si fa a finire).
Il tutto con una frenesia e un'isteria che non hanno nulla di normale, attraverso continue condanne e strumentalizzazioni che possano imporre il loro pensiero unico in un regime in cui l'uomo deve essere annullato dagli stereotipi. Auspicano un mondo in cui un ragazzo o una ragazza non possano fare le attività che preferiscano, ma debbano uniformarsi a quello che l'integralismo reputa adatto ad un genere piuttosto che all'altro. Insomma, è un mondo senza libertà in cui sono altri a decidere la tua vita.
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