Il Vaticano benedice l'uso delle armi contro l’Isis. Ma i matrimoni gay sono «una sconfitta per l'umanità»



Dopo la strage di Parigi, le destre non hanno neppure atteso che i corpi si raffreddassero prima di inneggiare ad una guerra contro l'islam che potesse rispondere all'odio con un odio ancor maggiore. Ora quella posizione guerrafondaia pare aver ricevuto la benedizione vaticana.
Durante un'intervista rilasciata al giornale francese La Croix, il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin ha sostenuto che il catechismo della Chiesa Cattolica legittimi un attacco armato. Parolin è quello stesso prelato che aveva definito i matrimoni fra persone dello stesso sesso «una sconfitta per l'umanità». Un uomo, dunque, che parrebbe suggerire una visione religiosa che condanna l'amore e  giustificazione la guerra.
Secondo il segretario di Stato Vaticano, «la difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere. I legittimi detentori dell'autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità». L'unica condizione che viene posta è che un intervento militare contro lo Stato Islamico dovrà essere coordinato da entità sovranazionali: «Uno Stato al suo interno deve proteggere i suoi cittadini e respingere i terroristi. In caso di un intervento all'estero, bisogna cercare la legittimità attraverso le organizzazioni che la comunità internazionale si è data. Il nostro ruolo è ricordare queste condizioni, non specificare i mezzi per fermare l'aggressore».
«Non si può tollerare la violenza cieca quale che ne sia il motivo» ha aggiunto Parolin nell'invocare il principio della legittima difesa e della "guerra giusta". Secondo il segretario di Stato Vaticano, «serve una mobilitazione generale, della Francia, dell'Europa e del mondo intero. Una mobilitazione di tutti i mezzi di sicurezza, delle forze di polizia e di informazione, per sradicare questo male del terrorismo. Ma anche una mobilitazione che schieri tutte le risorse spirituale per dare una risposta positiva al male».
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