Lavori nel sociale in istituti cattolici? Allora devi assistere ai convegni anti-gender



Il Centro Polifunzionale don Calabria di Verona svolge attività di riabilitazione, formazione e riqualificazione professionale, collaborando con la Provincia di Verona nell'assistenza ai disabili o alla gestione di centri diurni per anziani. C'è anche un'area dedicata alla riabilitazione di persone con gravi traumi cranici, un'altra ad impianti sportivi per attività ricreative rivolte agli utenti del centro e del territorio e non manca pure una convenzione con il Cral del Comune di Verona che permette ai dipendenti pubblici un ingresso agevolato alle loro piscine.
La struttura è di proprietà della Congregazione Poveri Servi della Divina Provvidenza, che ne gestisce anche le attività Ed è proprio la dirigenza ad aver organizzato alcuni corsi di formazione rivolti a tutto il personale, operatori e volontari. Nonostante la frequenza non fosse obbligatoria, era «caldamente consigliata» e resa documentabile dalle firme richieste durante gli incontri.
Fin qui parrebbe non esserci nulla di strano, basta guardare il programma per renderci conto che i temi trattai paiono non avere alcuna attinenza con le attività svolte ma, casomai, avevano tutta l'aria di incontri di indottrinamento ideologico.  I relatori chiamati a sostenere tesi anti-gay erano Gianfranco Amato (presidente dei Giuristi per la vita e relatore di un'infinita serie di convegni ideologici a senso unico), Massimo Gandolfini (neurochirurgo e neuropsichiatra nonché vice-presidente dell'associazione Scienza e vita e presidente del comitato organizzatore del family day), Chiara Atzori (medico infettivologo dell'associazione Scienza e vita e strenua sostenitrice delle screditate teorie di Nicolosi per la "cura" dell'omosessualità) ed altri professionisti legati alle associazioni Scienza e vita e al Movimento per la vita.
Nessun contraddittorio, nessuna voce fuori dal coro. Quel corso di "formazione" doveva far passare il messaggio che i gay sono il male assoluto e che l'integralismo cattolico ha l'obbligo di impedire che possano avere dignità sociale o diritti civili.

Su segnalazione di alcuni persone indignate per la scelta dei relatori, la Comitata Giordana Bruno ha assistito all'incontro con Amato. Ed è dal loro sito che raccontano:

Durante le due ore, Amato ha messo in atto quel già rodato mix di citazioni decontestualizzate, di immagini fuorvianti prese dalla moda, dai siti di associazioni LGBT e da locandine di alcune mostre fotografiche - "ree" di indagare questioni legate al genere. Il tutto per veicolare come sempre l’idea di "complotto omosessualità volto a minare alla base la famiglia tradizionale e la differenza sessuale. Solite anche le argomentazioni sulle quali fa leva Amato e le emozioni che intende suscitare: prima fra tutte la paura del plagio condotto nei confronti dei bambini che richiama, a suo dire, i tentativi dei regimi totalitari del secolo scorso di educare la nuova generazione secondo i suoi dettami ideologici (il nostro MIUR viene esplicitamente paragonato al Ministero dell’Istruzione Pubblica e Propaganda del Nazionalsocialismo).
Non mancano i richiami alla pedofilia -fantasma sovente associato all'omosessualità e troppo poco agli ambienti parrocchiali- e neanche l’attacco alle forme di famiglia non tradizionali.La conferenza si è svolta alla presenza di volontari e operatori professionali (comprendenti le più svariate figure, dal fisioterapista alla neuropsichiatra) che hanno assistito al one man show senza la possibilità di intervenire, né di fare domande. Fortunatamente la temperatura in sala ci è parsa tiepida, nonostante l’adesione convinta del Direttore della struttura che ha introdotto l’incontro presentandolo come un’occasione preziosa per venire a conoscenza di un pericoloso complotto tenuto nascosto dai media e dai politici... lo stesso direttore che, dopo già due ore di one man show, si è poi avvicinato all'avvocato chiedendogli di parlare del caso del liceo Giulio Cesare di Roma, rivelando la perfetta conoscenza dei cavalli di battaglia dell’avvocato e mirando a scioccare la platea con due citazioni dal libro
Sei come sei della Mazzucco che descrivono un rapporto orale tra adolescenti - vicenda raccontata, come sempre, in maniera distorta e decontestualizzata.
L'avvocato ha parlato per più di due ore, esibendo le sue doti oratorie ma non riuscendo a convincere tutti/e, tanto che, scadute le due ore obbligatorie di presenza, il personale ha cominciato a uscire dalla sala. Come sempre non è stato lasciato alcuno spazio alle domande.

Non è chiaro perché mai un operatore del sociale debba essere indottrinato sui motivi per cui Amato ritiene che le scuole non debbano contrastare le violenze di genere o quelle per cui la Atzori va in giro a sostenere che esistano «approcci psicoterapici alternativi alla terapia affermativa gay», spesso dimenticandosi di ricordare che in Italia siano vietato dall'ordine degli psicologi perché dannosi e privi di ogni validità scientifica.
Ma ormai si ha l'impressione di vivere una crociata in cui l'attivismo anti-gay non ha più remore nell'usare tutto il suo potere di lobby per alimentare odio e ritardare il riconoscimento dei diritti costituzionali altrui.
Peccato che tanto basterebbe per chieder conto alle istituzioni di quale sia la loro posizione e se le convenzioni stipulate con quel cento non siano da rivedere a fronte di chi indottrina alla discriminazione i propri operatori.
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