L'Ucraina preferisce l'omofobia all'Europa



Kiev. Solo 117 deputati su 450 hanno votato a favore di una legge che avrebbe dovuto porre fine alla discriminazione delle persone lgbt sul posto di lavoro. Ii gay e le lesbiche potranno dunque continuare ad essere licenziati sulla base del loro orientamento sessuale.
L'ex paese sovietico ha dunque scelto l'omofobia istituzionalizzata di Putin, mortificando la propria popolazione attraverso leggi ingiuste che violano i più basilari diritti umano. Allo stesso tempo ha detto addio all'Europa, dato che la fine di quella discriminazione era uno dei requisiti per poter aderire al patto di Shengen.
Come sempre accade in questi casi, la violenza è stata giustificata con presunte motivazioni religiose. È ad esempio il parlamentare Pavlo Unguryan ad aver dichiarato che «un paese con mille anni di storia cristiana, non può certamente permettersi questa scelta» e che «una legge speciale per le minoranze sessuali è semplicemente inaccettabile».
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