Milano invasa da centinaia di naziskin



Eccoli lì, disposti secondo gli schemi tanto cari anche alle Sentinelle in piedi. Ed anche i loro slogan non sono troppo dissimili, dato che dicono che il neonazismo è necessario per «assicurare l'esistenza della nostra gente e il futuro per i bambini bianchi». Ma in realtà è una foto d'archivio dei neonazisti che questa notte hanno invaso Milano per l'Hammerfest 2015, ossia il fesival musicale neonazi.
L'incontro è stato organizzato in un'area privata del quartiere Rogoredo, lo stesso scelto nel 2013 quando scoppiò un caso politico fra Comune, Prefettura e Questura nel decidere chi avesse commesso un errore nel permettere un simile evento. Eppure non si deve essere giunti ad una soluzione, dato che due anni dopo nessuno ha impedito che la medesima vergogna si ripetesse.
In quell'occasione si è anche voluto celebrare il ventesimo compleanno della sezione italiana degli Hammerskin, uno una delle formazioni più violente e filonaziste dell'estrema destra mondiale. Un vero e proprio network internazionale neonazista nato a metà degli anni ottanta negli Stati Uniti come costola del Ku Klux Klan.

Nel manifesto dell'evento i camerati hanno raffigurato due martelli in movimento con cui intendono abbattere abbattere i muri a difesa delle minoranze etniche e religiose che minano la «tradizione e la supremazia della Nazione bianca» Non manca neppure un teschio con un coltello tra i denti.
Sul palco si esibiranno molte le band nazirock straniere. Tra quelle italiane il compito di cantare l'odio contro immigrati, ebrei, comunisti e omosessuali sarà affidato a gruppi come Nativi, Adl 122, Bullets, Malnatt e Linea Ostile.
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