ProVita cita Povia per sostenere che i gay possano «recuperare liberamente l'eterosessualità»



Se un transessuale vuole cambiare sesso per trovare pace con sé stesso, non lo deve poter fare. E se lo fa, allora lo stato deve necessariamente intervenire per castrarlo e punirlo attraverso una limitazione forzata della sua sessualità. Se invece qualcuno vuole compiere atti di autolesionismo per compiacere l'integralismo cattolico, allora quello sì che deve essere considerato un diritto umano universale. Chiunque cerchi di aiutare quelle persone ad accettarsi, è un nazista. Deve essere etichettato come un membro della gaystapo. Uno che non pensa a quanto quella gente starebbe meglio se abbandonasse la propria natura per scimmiottare e compiacere quelli che fanno troppa fatica a capire che possa esistere la diversità. Cambino gli altri, non i pregiudizi!.
E se l'integralismo cattolico non vuole che possiate essere felici con il vostro compagno, allora dovete fare come dicono loro. Dimenticate l'amore, dimenticate la passione. Sposate una poveraccia che sarà condannata a non essere amata (o anche più di una, dato che il divorzio e i matrimoni a Las Vegas sono ammessi) e potrete far nascere i vostri figli in una bella famiglia tradizionale in cui mamma e papà non si guardano neanche!

Se l'intero discorso pare una follia, non è così dissimile da quello che una certa stampa integralista è solita proporre. Sappiamo infatti come dicano che in una famiglia l'amore conti poco, l'importante è che il pene venga inserito in una vagina. Questo conta più di tutto. Va bene anche se la vagina è minorenne, ma solo se la si fa passare per una nipote di Mubarak.
Anche il tema delle fantomatiche "terapie riparative" è un evergreen che è solito tornare ciclicamente, nonostante l'intero mondo accademico le abbia ampiamente screditate e nonostante molti stati le abbiano addirittura vietate dinnanzi all'evidenza dei danni psicofisici che vengono arrecati a chi vi viene sottoposto.

A riproporcele ancora una volta è un articolo pubblicato dalla solita associazione ProVita. L'argomento viene preso alla lontana, iniziando con il solito sostenere che il libro della Mazzucco sia da considerarsi «pornografico» per via di un paio di righe in cui si accenna ad un rapporto orale tra due ragazzi. Dizionario alla mano, le ipotesi sono solo due: o la Mazzucco è la peggior scrittrice pornografica del secolo, o quel brano non è un «soggetto effettuato allo scopo precipuo di stimolare eroticamente il lettore o lo spettatore».
A ciò si aggiunga come Gianfranco Amato e Toni Brandi abbiano pure provato a denunciare gli insegnanti che avevano osato suggerire la lettura quel libro, ma la Procura archiviò la loro denuncia ritenendo la strumentale e ideologica. Ed è forse questo un dettaglio che chiarisce perché questa gente porti allo stremo le persone. Hanno espresso il loro parere, hanno denunciato chi la pensava diversamente, hanno cercato di danneggiare chiunque osasse avere un'opinione contraria alla loro e hanno perso. E allora perché sono ancora qui a ripetere le stesse parole come se nulla fosse successo? Cosa deve accadere perché non continuino a ripetere e propagandare un qualcosa che i giudici dicono chiaramente non sia pornografico? Quante volte bisognerà rispondere alle stesse accuse a fronte di chi pare faccia finta di non sentire ragioni? Insomma, un testo pornografico dovrebbe quantomeno diteci quanto era duro, quanto era grande, com'erano le vene e com'era fatta il glande... non hanno mai letto un racconto pornografico? Si informino prima di etichettare come take un semplice testo descrittivo!

Comune, tornando a noi, quelli di ProVita continuano incessantemente a dire che se per loro quel testo è pornografico, allora deve essere ritento tale e non deve essere letto. Ancor più dato che quelle righe avulse dal loro contesto creano scandalo quando vengono lette nelle chiese durante i comizi integralisti. Ma non solo, in loro difesa chiamano pure Povia, sostenendo che abbia realizzato un video «tutto da vedere e da ascoltare» in cui il cantante omofobo gli darebbe ragione.

A riassumerne il contenuto dell'intervento è il loro stesso sito che, in riferimento ad uno sketch di J Ax trasmesso dalla Rai, spiega:

Se l’omofobia dilaga in RAI, come mai J Ax e compagnia sono lì a fare propaganda omosessualista e a deridere i “soliti” omofobi? Con tutta l’omofobia che c’è in giro, qualcuno avrebbe dovuto censurarli, scacciarli! Se gli omofobi sono visionari, e se il romanzo della Mazzucco non è porno, perché hanno messo un grosso “Bip” nel momento topico della vicenda?

Il succo dell'intero discorso è il sostenere che quel libro sia pornografico perché la Rai ha inserito un "beep" nel momento in cui l'attore avrebbe dovuto leggere la parola «uccello». E se la Rai non fa sentire quella parola, allora i ragazzi non devono poterla leggere.
Naturalmente tutto ciò viene detto indipendentemente dal fatto che si tratti di due uomini. Di certo non è un problema il fatto che un ragazzo si sia infilato in bocca l'uccello di un coetaneo! E magari neppure il fatto che il resto del libro parli si una ragazza che cerca il padre con cui è cresciuto ma che gli è stato tolto perché quello biologico è morto in un incidente d'auto ed il compagno, in Italia, non ha alcun diritto.

Già, probabilmente la motivazione è solo che i buon vecchi libri sono molto migliori. Si prenda "Jack Frusciante e uscito dal gruppo", classica lettura adolescenziale che viene suggerita nelle scuole italiane senza che loro protestino. C'è tutt'altra poesia nel leggere:

E il vecchio Nardini aveva buttato là il classico: «Te devi vedere se funziona la Regola, okay? Sai di cosa parlo. Tre giorni per la lingua, tre settimane per la sega e tre mesi per la fica. C’è la Regola, scusa, stiamo alla Regola.. »

Compreso come la parola «fica» debba evidentemente essere ritenuta preferibile alla parola «uccello», si passa poi all'argomento clou dell'articolo. Dato che Povia ha cantato "Luca era gay" e dato che Luca di Tolve si è spesso accostato a quel brano (salvo poi essere minacciato di denuncia dai legali di Povia se avesse continuato a farlo, ndr), aggiungono:

Il cantante milanese è stato al centro di aspre polemiche quando a Sanremo, nel 2009, ha presentato la canzone “Luca era gay”, che narra la storia di un ex omosessuale felicemente sposato. Molti affermano che si trattasse di Luca Di Tolve; invece Povia ha più volte detto che si trattava di un certo Massimiliano. Ma la storia è comunque simile. E –si sa– dire che un omosessuale possa recuperare liberamente la eterosessualità latente in lui, è il più grave segno di omofobia.

Bhe, più che omofobia è una balla. Nessun omosessuale può "recuperare" ciò che non ha mai perso, dato che l'orientamento sessuale è una caratteristica del tutto naturale come il colore dei capelli o l'essere destrosi. Il voler far credere di possa "diventare" etero (o che si possa scegliere il proprio orientamento sessuale quasi si trattasse della loro fantomatica "ideologia gender") è come rivendicare il diritto di poter ad una persona che può cambiare il colore degli occhi a proprio piacimento. Magari gli si potranno dare lenti colorate, ma se non lo si avverrà che quelle sono solo lenti (e magari lo si lascerà dormire senza incitarlo a toglierle o a lavarle) il rischio è che perda l'occhio per un'infezione.
E anche riguardo al concetto di «liberamente» ci sarebbe da ridire, dato che personalmente non lascerei che una persona si lanci da un ponte anche se dicesse di volerlo «liberamente» fare.
E basta anche sfogliare i giornali per ascoltare la storia dei gay cinesi che «liberamente» si sottopongono all'elettroshock perché altrimenti le loro famiglie li allontanerebbero. Peccato che quella nons embri vera libertà ma un ricatto violento.

Ulteriori dubbi nascono anche da una rapida consultazione dei cataloghi di Amazon. Chi acquista il libro di Di Tolve, poi compra anche quelli contenenti le screditate teorie di Nicolosi e quelli dei suoi rappresentanti italiani (Obiettivo Chaire). Ma il più venduto in assoluto è "Voglio la mamma" di Mario Adinolfi. Perché mai una persona che vuole informarsi su come cambiare ciò che non può essere cambiato dovrebbe leggere un libro tanto decontestualizzato? Non sarà forse che chi legge il libro di Adinolfi poi cerchi in Di Tolve una legittimazione al suo sostenere che non ci sia nulla di male nella discriminazione dato che è colpa dei gay se non hanno "deciso" di avere una sessualità uguale alla loro? E se qualcuno non fosse informato sulla falsità di quelle teorie e finisse con il crederci davvero, che conseguenze potrebbero esserci per eventuali figli gay poco graditi?
Dato che agli psicologi italiani è fatto divieto esplicito di poter mettere in pratica quelle teorie, non c'è forse il rischio che un qualche imbonitore possa offrirsi di inculcare dannosi sensi di colpa ai figli delle famiglie bigotte nella speranza di creare una repulsione verso sé stessi così come auspicato da Nicolosi? E con quali conseguenze? Sappiamo tutti come dinnanzi ad una storia simile Leelah Alcorn sia poi finita con lo scegliere di buttarsi sotto un camion in corsa... aveva solo 17 anni.
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