ProVita paragona Bitonci a Gesù? Loda la censura del sindaco leghista e parla Gesù che scaccia dal tempio «coloro che se lo meritavano»



L'associazione integralista ProVita pare avere uno stano concetto della libertà di espressione: chiunque la pensi come loro deve ottenere patrocini, soldi e visibilità. Ma chiunque osi contrastare con la loro campagna di promozione del pregiudizio, allora devono patire denunce, insulti e censure.
Ed è così che la rivista di Toni Brandi si è affrettata a prendere le difese del sindaco di Padova, lodato per il suo supporto ai convegni di disinformazione di Gandolfini e per aver impedito che l'onorevole Michela Marzano potesse opporsi al pensiero unico di chi ritiene che si debba necessariamente essere maschi eterosessuali o femmine eterosessuali senza alcun diritto o dignità per chiunque altro.

L'associazione è infatti incessantemente impegnata (con tanto di sgravi fiscali garantitegli dallo Stato e accollati all'intera collettività) a cercare di introdurre nella società la propria visione di famiglia, al punto che persino negli articoli da giornaletto rosa non mancano mai di tentare di inculcare quei distinguo. Ad esempio, nel parlare di come si può avere un rapporto più duraturo con il partner, che senso avrebbe star lì a precisare che il parther debba essere di sesso opposto e che non vada bene avere un rapporto con persone dello stesso sesso? Leggiamo infatti un curioso inciso, introdotto da un "ovviamente" che così ovvio non pare:

Possibile che non ci sia un modo per sapere con certezza assoluta se l’uomo o la donna (in relazione contraria rispetto al proprio sesso, ovviamente) che s’intende sposare –o che si è già sposato– sarà colui o colei che ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni?

Ma tornando al caso Bitonci, l'associazione afferma: «Abbiamo già espresso il nostro sostegno e la nostra solidarietà al sindaco di Padova, Massimo Bitonci, per essersi schierato apertamente contro la colonizzazione ideologica del gender». E poi concludono con lo spiegare la scelta dell'immagine di apertura: «L’affresco nella foto ritrae Gesù che –con tutta la Sua bontà e misericordia– scaccia dal Tempio coloro che se lo meritavano».
C'è dunque da chiedersi se si stia cercando diu sostenendo che sia Gesù a legittimare le censure dei leghisti e che Deotto sia stato messo sullo stesso piano del Messia. Allo stesso modo, è evidente la ricerca di una legittimizzazione alla libertà di pensiero attraverso il sostenere che sia giusto cacciare chi «se lo merita». Ed ovviamente, non prendono neppure in considerazione di poter essere loro ad essere cacciati dalle chiese che stanno trasformando in campi di rieducazione ideologica finalizzata a scopi politici.

L'articolo passa poi a ricostruire a suo modo la vicenda, sostenendo che:

Prima c’è stata la vicenda dei libretti per bambini, con le sceneggiate di chi si è messo a leggerli in piazza davanti a una decina di persone; da ultimo, poi, ha negato la sala Comunale per la presentazione di un libro dell’Onorevole Michela Marzano.

Il final eè affidato al comunicato stampa del sindaco leghista, ma non passa inosservato come si precisi chiaramente che quel testo è stato «ripreso dall’ottimo articolo di Deotto su Riscossa Cristiana». Che senso avrebbe il riprendere un comunicato pubblico da un altro sito? L'impressione è che si volesse spingere alla lettura delle frasi violente pubblicate in quella sede, tra le quali:

Si vuole far diventare un “caso nazionale” quella che è una becera storia di frustrati da mancanza di consenso. Un comunicato stampa del sindaco Bitonci e una lettera di “Famiglia Domani” al Rettore, che si è nominato paladino della libertà. Quale libertà? Quella di indottrinare i bambini alle perversioni sessuali?

Rifinendosi poi all'onorevole Marzano, l'insulto diviene invece gratuito:

Del resto, la signora va capita: al giorno d’oggi se ti occupi di cose serie, sei un fallito, ma se ti rotoli ben bene nel trito e ritrito della “valorizzazione delle differenze” (e queste differenze, va da sé, devono sempre essere su tematiche che si svolgono privandosi della biancheria intima), eccetera, un uditorio e un business te lo assicuri.

Pare dunque che sia l'insulto gratuito e la violenza la modalità con cui l'integralismo religioso pretende che la propria ideologia si imposta per legge agli altri, giungendo persino a legittimare i propri rantoli attraverso la figura di Gesù. Eppure, a ben guardare, Gesù scacciò dal tempio chi sfruttava la religione per vendere il proprio prodotto... e fra i due schieramenti, quelli che usano Dio per legittimare l'odio sociale non è certo chi si sta battano per garantire la libertà individuale e il rispetto delle diversità.

Riguardo al comunicato del sindaco, il testo si commenta da sé:

“Il Consiglio comunale di Padova ha approvato una mozione direttiva contro la promozione della teoria del gender, che impegna l’Amministrazione e ne indirizza le decisioni. Chi oggi mi accusa aver violato il diritto alla libertà di espressione, ieri manifestava perché in una sala comunale non si tenesse un incontro sulla famiglia naturale. Nel marzo scorso, a Padova, si è tenuta una conferenza dal titolo “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, con ospite, fra gli altri, il professor Massimo Gandolfini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e primario neurochirurgo dell’Ospedale Poliambulanza di Brescia. Allora, il deputato di Sel, poi convenientemente passato al PD, Alessandro Zan, parlò di “schiaffo alla città”, di “convegno omofobo”, di iniziativa che promuoveva “l’odio sociale”. La stessa Arcigay, a cui non è stata concessa la sala per una serata sul gender, organizzò un sit-in di protesta, per ostacolare lo svolgimento della conferenza sulla famiglia naturale e mettere il bavaglio agli ospiti, che poterono esprimersi solo grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine. Non accetto critiche da una parlamentare del Partito Democratico, che oggi assume il ruolo di paladina della libertà, mentre, di fatto, sostiene una ideologia liberticida, violenta e totalitaria. L’onorevole Marzano, infatti, si nasconde dietro ad un titolo accademico, per promuovere un tema strettamente politico, cioè che l’educazione dei figli debba essere demandata agli insegnanti e non sia compito dei genitori. Questo accade nei regimi totalitari. Da genitore, prima che da sindaco, difenderò la libertà di educazione dei padri e delle madri e combatterò contro tutte le ideologie che vogliono negare questa libertà e intendono sostituire il ruolo centrale dei genitori, nell’educazione dei figli, con quello dei cosiddetti “professionisti dell’educazione”.

Insomma, il pensiero non è libero e le forze dell'ordine devono tutelare chi diffonde odio mentre la politica deve censurare chiunque proponga un mondo più giusto.

Interessante è anche notare anche come ProVita parli di «dittatura gender» a fronte di un caso in cui l'integralismo cattolico viene lasciato libero di findottrinare le folle mentre la controparte non può parlare. Se l'italiano non è un'opinione, appare evidente chi è che sta tentando idi imporre una vvera dittatura.
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