Tempi e le esasperanti manipolazioni della verità



È chiaro a tutti che Luigi Amicone non ami i gay e che venderebbe sua madre pur di garantire loro una vita senza dignità e senza diritti. È altrettanto noto che Amicone piaccia alla Lega Nord, tant'è che lo invitano ad ogni manifestazione dove la Regione Lombardia possa tentare di reintrodurre dei distinguo nel decidere chi debba avere diritti e chi no. Ma anche qui è chiaro che si parla di gente pronta a sostenere che la vera cristianità sia rappresentata da chi usa fosforo bianco sui bambini siriani, bruciandoli vivi. Ma sono omofobi e quindi bravi. I bambini siriani sono mussulmani, quini possono tranquillamente essere arsi vivi nel nome di Dio.
Intollerabile è anche come ci si ritrovi a dover subire una propaganda d'odio basata su falsità. Perché se la libertà di opinione permette ad Amicone di poter dire che lui si crede migliore dei gay, un altro discorso è il cercare di alimentare l'odio attraverso un racconto falsato della realtà.

In un ennesimo articolo di propaganda d'odio pubblicato dalla rivista ciellina, si sostiene che in Germania si verifichino «violenze contro chi difende la famiglia» attraverso la rappresentazione di uno spettacolo teatrale a cui gli omofobi non possono prender parte senza temere di essere uccisi. Il tutto a firma della solita Benedetta Frigerio, ossia dell'ideatrice del movimento violento delle Sentinelle in piedi.
Se già è fastidioso che un gruppo ideologizzato si sua appropriato di una parola bella come «famiglia» per tramutarla in un concetto neonazista in cui all'idea stessa di formazione sociale viene associata alla necessità di opprimere e distruggere qualsiasi altra realtà (perché quella gay è una famiglia ed Amicone la vuole distruggere, non certo difendere), terribile è come ci si inventi un'intera storia per sostenere che i gay siano da vedere come una minaccia.
E questo, senza troppi giri di parole, rischia di essere uno strumento con cui quella pubblicazione sta mettendo a rischio la vita di migliaia di persone. Perché dinnanzi a finte violenze che vengono sbandierate per alimentare l'odio, alto è il rischio che un qualche pazzo prenda un fucile e uccida le persone che gli vengono mostrate come una minaccia.

Riguardo allo spettacolo teatrale, tutto ciò che viene raccontato non pare corrispondere alla verità. Lo spettacolo "Fear" rappresentato alla Schaubühne di Berlino in questo autunno è uno spettacolo teatrale contro le nuove tendenze naziste in Germania. I nuovi movimenti xenofobi come la Pegida, i nazisti che protestano contro gli immigrati e quei movimenti che chiedono la riapertura dei campi di concentramento! Si punta il dico anche contro chi si oppone alla stampa libera, ma anche quelli che sono contro le unioni civili e che parlano di un fantomatici «gender».
E dato che Tempi sostiene di rappresentare la cristianità, è bene notare come le Chiese tedesche (Cattolica e Protestanti) siano completamente schierati contro la gente del movimento Alternative für Deutschland AFd e contro i movimenti Pegida.

Quindi non si racconti che quei movimenti difendono la famiglia. Si dica chiaramente che si è a favore dei campi di concentramento e del ritorno al nazismo. Quello è ciò che viene sostenuto dalle persone che si oppongono allo spettacolo e quella è la posizione indirettamente viene sposata sposata da Tempi. Si raccontino i fatti per ciò che sono e poi si guardi se la gente è dalla propria parte, ma la si smetta di usare i fatti per cercare facili consensi attraverso un racconto distorto che rischia di alimentare odio sulla base di falsità inaccettabili! Perché è esasperante avere a che fare con chi non ha remore nel riscrivere la storia pur di ottenere ragione, ancor più se lo stato non adempie al suo ruolo di controllore e non interviene per impedire che una propaganda falsa possa essere spacciata come verità assoluta da chi pare avere obiettivi politici ben precisi (che non è certo la difesa di nessuno, casomai un ritorno ad una politica di un certo tipo).
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