Il Parlamento ucraino approva la legge contro le discriminazioni sul posto di lavoro



Ci sono volute ben tre votazioni, ma alla fine il parlamento ucraino ha raggiunto la soglia di 234 voti necessari all'approvazione un disegno di legge che punisce le discriminazioni sessiste sui luoghi di lavoro.
La Rada ha così ottemperato alle richieste dell'Unione europea, che aveva ritenuto quella misura propedeutica all'introduzione per i cittadini ucraini di un regime di libera circolazione senza visti all'interno dell’Unione.
La norma prevede ciò che dovrebbe risultare ovvio, ossia il divieto alle discriminazioni sul posto di lavoro in base a caratteristiche come l'età, la nazionalità, la razza, la disabilità, lo stato di HIV e l'orientamento sessuale o l'identità di genere. Ed è proprio quest'ultimo punto ad aver spinto numero si parlamentari a dichiararsi favorevoli alle discriminazioni, ancor più dopo che il movimento cattolico si era lanciato nel sostenere che la fine delle discriminazioni a gay e lesbiche avrebbe condotto all'approvazione del matrimonio egualitario. Qualcun altro ha parlato di «leggi speciale sulle minoranze sessuali» inaccettabili «in un paese cristiano come l'Ucraina».
Per la prima volta nella storia del Paese, alcuni attivisti lgbt hanno dispiegato uno striscione all'interno del Parlamento per celebrare il voto.
Ora il Parlamento dovrà occuparsi anche delle altre richieste giunte dall'unione Europea, come una legge per il contrasto alla corruzione.
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