Anche domande omofobe nei test di medicina dell'università italiana



Il "Progress Test" è un esame che consiste in una raccolta di domande a scelta multipla che coprono l'intero arco delle conoscenze essenziali che un neo-laureato in Medicina e Chirurgia deve possedere. Inoltre dovrebbe monitorare in modo più rigoroso i livelli di competenza effettivamente e progressivamente raggiunti dagli studenti per farne la piattaforma del processo di miglioramento della qualità educativa. Viene somministrato a tutti gli studenti della Facoltà di Medicina d'Italia e le domande che lo compongono sono le stesse per tutti gli atenei e per tutti gli anni di corso.

A creare malumori, però, è stata una domanda specifica che è stata inserita nella sezione “scienze di base” del test. Si legge:

Una donna in stato di agitazione viene portata in ospedale perché ha minacciato di suicidarsi. Il rischio di commettere realmente il suicidio è maggiore se:
A) È una lesbica
B) Ha meno di 30 anni
C) Soffre di schizofrenia
D) Ha un marito che l'abusa
E) È scontenta del lavoro

Tanti studenti hanno ravvisato una forte componente sessista e discriminatoria sbasata sull'orientamento sessuale. Un dato che risulta sottolineato anche dal linguaggio utilizzato: non si ipotizza che la donna sia lesbica ma che sia UNA lesbica. Una cattiveria grammaticale decisamente inopportuna per una scuola che dovrebbe formare una futura classe dirigente priva di stereotipi di qualsiasi genere.

Ma se tanto basta a far venire un po' di gastrite, il colpo do grazia arriva da una futura dottoressa che ha così replicato su Facebook a chi ha avanzato critiche verso quella domanda:

Fascistello arcobaleno, ma se ci fosse stato scritto "un tossicodipendente" avresti fatto 'sta lagna isterica? No eh? Cos'è, adesso vuoi fare una bella spedizione punitiva contro chi ha scritto le domande? Vorresti fargli chiedere pubblicamente scusa per un omofobbbissimo articolo indeterminativo? Ma ti rendi conto della follia della cosa? Qui state degenerando. E anche male! Studi che provano che gli omosessuali abbiano un rischio 40 volte (!) superiore agli etero ce ne sono e sono importanti (http://www.lanuovabq.it/.../articoli-suicidi-dei-gay... in fondo all'articolo c'è la bibliografia) persino nei paesi più "gay-friendly" del mondo. Lo ignoriamo questo dato? E noi dovremmo essere medici? No. qui il problema è un altro, è che hanno toccato un tasto che non dovevano toccare: magari gli obiettivi sono cambiati. Ma i modi no. Voi siete dello stesso stampo delle squadracce fasciste che andavano a picchiare la gente per rimetterle in riga: gente pronta a lanciare uova e insulti alle Sentinelle in Piedi. A lanciare pietre contro i manifestanti della Manif pour Tous in Francia. A far esplodere i camion della Demo fur Alle in Germania... vigliacchi e violenti. Vi sentite perennemente perseguitati. Non avete pudore di aggrapparvi a qualsiasi cosa pur di annientare l'altro. Ma non ti vergogni? Come si può avere una simile reazione per un articolo indeterminativo? O forse ti brucia non l'articolo. Ma il fatto che l'essere lesbica non sia considerato poi tanto trendy. Ma addirittura un fattore di rischio per il suicidio? La domanda era formulata in modo corretto, questo rischio c'è. poi se la realtà non ti piace. se vuoi far finta che i gay non si suicidino più degli etero, se vuoi mettere la testa sotto la sabbia e non trovare delle ragioni SERIE alla cosa. Cambia mestiere.

Esatto. Siamo arrivato al punto in cui la propaganda di disinformazione de La Nuova Bussola Quotidiana viene proposta come un dogma, indipendentemente dalla scientificità di quanto sostenuto. E questo da una persona che potrebbe persino finire con l'assumere un ruolo nella sanità, con il rischio che i suoi pregiudizi la portino a preferire la pseudo-scienza integralista alla realtà scientifica (e questo senza neppure entrare nelle fantasiose ricostruzioni che riguarderebbero atti imputati alla comunità lgbt, peraltro da lei vista come una realtà in cui ognuno è corresponsabile di qualunque atto venga compito da altri).
Ma dinnanzi a tutto ciò, difficile è non constatare l'incapacità di un governo che ha tollerato e legittimato una battaglia l'odio che è finita con il degenerare nella più bieca propaganda. Ormai si possono vedere chiaramente le macerie di un sociale sociale devastato dalla reintroduzione di distinguono fascisti, con gente che crede davvero di essere in guerra.
Da Adinolfi a Cascioli, c'è chi ha volutamente e consapevolmente creato un "noi" e un "loro" in cui si cerca di alimentare la paura verso l'altro, indicandolo come una minaccia. Poi per forza si finisce con l'assistere a simili estremismi... ed il peggio è che è questo il mondo che rischiamo di lasciare alla nuove generazioni.
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