Ddl unioni civili, Malan: «Faremo tutto il possibile per emendarlo e per prolungare la discussione»



Dopo oltre un decennio di attesa dai pronunciamento della Corte di Cassazione che ha sancito l'incostituzionalità di un sistema legislativo che non concede tutele alle coppie formate da persone dello stesso sesso, la discussione sul ddl Cirinnà riprenderà in aula solamente il 26 gennaio prossimo. Troppo presto secondo il senatore Lucio Malan (FI) che è già accorso sulle pagine del sito integralista di ProVita per ostentare la sua posizione omofoba dinnanzi ad un pubblico che quotidianamente viene indottrinato al pregiudizio proprio al fine di indirizzarla a votare partiti politici ben precisi. Non stupisce così che il senatore si sia vantato di essere parte dei partiti che si battono contro i diritti civili, asserendo che «solo Forza Italia e la Lega hanno chiesto compatte di rinviare la discussione, così come il senatore Giovanardi. Non sono state ascoltate».
Si sostiene anche che la discussione sarebbe dovuta essere rimandata per l'ennesima volta, quasi come se non fossero già bastati gli spazi concessi all'integralismo per inventarsi la una fantomatica «ideologia gender» con cui legittimare violenza omofobia e istigazione al pregiudizio. Malan dice che: «il nuovo ddl è stato già incardinato con una procedura in palese violazione del regolamento del Senato e della Costituzione, perché non è stato minimamente discusso in Commissione. L’unica a prendere la parola per presentarlo è stata la sua relatrice e prima firmataria, la senatrice Monica Cirinnà. Come è noto, infatti, il vecchio ddl discusso in Commissione Giustizia è stato sostituito da questo nuovo, che è simile. Ma andava discusso ugualmente. Invece non è stato fatto».
Insomma, ad ogni peggioria del testo imposta dai loro banchi, l'intero iter dovrebbe ripartire da capo in modo che i gay siano condannati ad attendere all'infinito mentre l'integralismo religioso continuerà a creare quella rete di falsità sui cui basano le loro campagne anticristiane e violente che paiono voler colpire i loro nemici sugli affetti.

Ancor più grave è come Malan si dica certo che il parlamento approverà il ddl, motivo per cui sostiene che farà in modo di impedire che il processo democratico possa seguire il suo corso. «Certamente faremo tutto il possibile per emendarlo e per prolungare la discussione».
A quel punto il senatore sostiene che sia necessario fare pressioni su Renzi per impedire che i gay possano avere gli stessi diritti di cui lui oggi già gode, sostenendo che «siccome il Capo del governo è molto sensibile agli umori dell’opinione pubblica, occorre compiere ogni sforzo, prima del 26 gennaio, per mobilitarsi».
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