I fan di Amato contro lo spot che invita al rispetto di tutte le famiglie



Lo splendido spot con cui Disney Junior si è schierato a difesa del rispetto di tutte le famiglie ha suscitato le ire dei fan di Gianfranco Amato.
Attraverso quelle immagini veniva fatto passare un messaggio forte contro la discriminazione e il bullismo che possono nascere nel rapportarsi ad una differenza dalla propria percezione ma -nonostante si parlasse di famiglie numerose, famiglie con un solo genitore, famiglie divorziate o di colore- caso vuole che l'avvocato abbia scelto il fotogramma in cui è visibile una famiglia genitoriale prima di gridare all'allarmi perché qualcuno osa insegnare il rispetto per famiglie diverse da quelle che loro hanno deciso debbano essere le uniche meritevoli di rispetto. Va infatti ricordato che lo spot non lancia alcun messaggio prettamente politico, ma si limita a insegnare l'educazione al rispetto nell'apprendere che le famiglie possano essere una diversa dall'altra.

Ed è così che fra i fan del guru dell'omofobia c'è chi dice di avere sensi di vomito, chi cita versetti del vecchio Testamento e chi invoca Gesù Cristo. C'è chi dice che un simile spot sia «diseducativo per tutti anche per gli adulti» o chi di diverte a scrivere che «più che Frozen, mi pare FroCen».
Dinnanzi ad una donna che osserva come in quello spot abbia visto amore e non si capacita di quei commenti dinnanzi a chi invita ad apprezzare la propria famiglia, la quasi totalità delle risposte sono citazioni a memoria delle frasi pronunciate da Amato durante i suoi convegni di disinformazione, così come tanti hanno scelto di tirare fuori a sproposito la solita storia sulla maternità surrogata, quasi come se quello fosse un argomento sempre buono per contestare i gay anche quando non si sta parlando dell'argomento.
Ovviamente non manca chi dice che «Ma come fa a esistere una famiglia gay se due gay non possono avere figli?». Il tutto quasi come se le filiazione fosse il fine ultimo della famiglia (anche se curiosamente tale definizione non vale per le coppie etero che non possono o non vogliono avere figli). Oppure c'è anche chi ama seguire l'esempio di Amato nel paragonare i gay ad animali: «Io amo il mio cane, posso sposarlo?». Domanda tipica che viene riproposta solo perché si è certi di offendere gratuitamente l'altro.
Per senso del pudore, sorvoleremo anche sul tizio che propone un documento di dieci pagine scritto dalla moglie e volte a sostenere che sia giusti discriminare i gay perché "eterosessuale" ed "omosessuale" sono due parole diverse e quindi non devono esserci uguali diritti per entrambi. Peccato che anche "destroso" o "mancino" siano parole diverse, così come anche "ariano" ed "ebreo", ma ciò non ci porta a sostenere che le leggi naziste fossero giuste.

Più pericoloso è chi dice: «Amore è anche correggere chi sta sbagliando!». Si parte così dal presupposto di avere il diritto di poter decidere che cosa sia giusto o sbagliato, sentendosi legittimati nell'imporlo all'altro quasi fosse un gesto d'amore. Peccato che, stando a questa teoria, allora sarebbe da ritenersi amore anche quello dimostrato dai terroristi di Parigi dato che si sono fatti saltare in aria uccidendo centinaia di persone perché convinti che i parigini sbagliassero. Lui sostiene che la sua omofobia sia nel giusto, ma chi decide cos'è davvero giusto o sbagliato? Possiamo davvero tollerare l'imposizione e una violenza alla libertà personale altrui nel nome di un'idea personale?

Qualcun altro prova a sostenere che il matrimonio debba essere legato al sesso biologico e non all'amore perché «C'è anche chi uccide per amore. Non tutto ciò che viene dall'amore è necessariamente buono, l'amore se non è amore per il destino dell'altro può accecare e essere fine a se stesso. Non a caso i tassi di separazione e divorzi sono il doppio o il triplo tra le coppie omosessuali rispetto a quelle etero... una tanto voluta rivoluzione morale e etica che porta verso la solitudine e la distruzione di se stessi».
Buffo, i dati citati non paiono giungere da nessuna fonte nota così come si sostiene che sia necessario imporre un divieto ad altri perché si è convinti che gli altri divorzieranno. A difesa della loro ideologia c'è il divorziato Adinolfi, il divorziato Salvini, il divorziato Casini, il divorziato Berlusconi e il divorziato Fini... siamo certi che il problema che i gay divorzino più degli etero?

Nel leggere i commenti, però, l'unica evidenza è come molta di quella gente si opponga ai matrimoni fra persone dello stesso sesso senza sapere neppure il perché. E chi cerca una motivazione, troppo spesso la trova nel citare articoli di propaganda che riportano affermazioni false o studi ormai obsoleti. Per questo sarebbe ora che il governo si decida a fare un po' di vera informazione, dato che sarebbe anche ora di riportare il dibattito su questioni reali e non su teorie da stregoni zulu che si basano solo su pregiudizi.
È diritto di tutti poter essere favorevole e contrari a qualunque cosa, ma è altrettanto un loro diritto il poter essere informati con dati reali in modo tale che la loro idea non debba basarsi su falsità e decontestualizzazioni spacciate a fini politici e propagandistici. Soprattutto quando queste falsità riguardano la anche la scuola e l'educazione alla diversità insegnata ai loro figli: Ed è dunque doveroso che tutto ciò venga spiegato anche ai loro genitori, dato che ciò li condurrebbe ad essere in prima fila nel chiedere che siano educati al rispetto contro gli stereotipi di genere che pochi fanatici vorrebbero cercare di imporre attraverso una propaganda ideologica basata su mera educazione.
Si pensi anche solo alla balla dell'Oms che vorrebbe "insegnare" la masturbazione ai bambini. Quanto ci vorrebbe a diramare una circolare ministeriale che riporti per intero il testo dell'Oms in modo da sfatare le interpretazioni di chi fa riferimento ad una semplificazione linguistica presente una tabella riassuntiva? Basterebbe anche solo quello per togliere ogni credibilità a quella gente.
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