I vincitori dell'Omovies 2015



Si è conclusa l'ottava edizione di Omovies, il Festival Internazionale di Cinema Omosessuale, Transessuale e Questioning, progetto dell'associazione i Ken in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e con il Coordinamento Festival Cinematografici della Campania.
Moltissimi sono stati i film proiettati nelle cinque giornate del festival, tra i quali spiccano i vincitori di questa edizione. Il premio come miglior corto documentario 2015 è stato assegnato al film "Cuestión de corazón, si asi se le puede llamar" di Alessandro Gattuso, uno sguardo asciutto, crudo e contemporaneo al mondo delle relazioni sessuali e sentimentali in Catalogna. "The spring in my life" di Yun Cho Yeon è invece risultato il miglior corto fiction, grazie ad una esplorazione nel mondo degli affetti etero normati ed omo affettivi nell'Oriente in cui la globalizzata omofobia porta inesorabilmente all'isolamento e al dolore.
Tra i film medi, "Tan pis One" di Bruna Rodriguez si è conquistato il premio come miglior documentario, raccontando un'amicizia in trasformazione sullo sfondo di una grande metropoli europea come Parigi. Nella sezione fiction è invece "Sombre papeis" di Pedro Paulo de Andrade ad aver conquistato la giuria con il racconto di un 29enne che si tuffa nei ricordi dei suoi anni del liceo per scrivere una lettera con un importante messaggio rivolto alla sua infanzia.
Nella categoria lungometraggi, il miglior documentario è stato "Leaving Africa" di Iiris Härmä, una pellicola che racconta dell'emancipazione femminile e il suo impatto sugli individui, le comunità e lo sviluppo globale. Il film rivela anche il valore, il contenuto e le sfide della cooperazione allo sviluppo.
Nella sezione fiction, infine, il primo premio è stato affidato a "Der slat" di Kim Schicklang, il racconto di Alex e della sua scalata per affermare il proprio diritto umano all'esistenza anche quando questa è fuori dalla “norma” del codice binario che ci ha ingabbiato per secoli.
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