Il cardinale Cafarra attacca la Costituzione: «È colpa di quella carta se le cose vanno male in Italia»



«Le cose vanno male in Italia perché si è pensato di poter sostituire con un pezzo di carta -la Costituzione- il tessuto connettivo di un popolo. Perché io penso: cosa aveva in comune un trentino con un siciliano? Nemmeno la lingua. La cosa in comune era la fede. Lo sguardo verso il Papa che teneva unito il tutto. Questi erano i tessuti connettivi. Se si erode questo.... abbiamo visto cos'è successo in Francia, dove questa erosione è in uno stato molto più avanzato».
È quanto dichiarato dal cardinale Carlo Cafarra, arcivescovo di Bologna, durante la sua lectio magistralis tenutasi il 6 dicembre scorso nell'ambito del seminario organizzato dall'associazione omofoba Vita è. L'affermazione è giunta in risposta ad una domanda dell'avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita, pronto a sostenere che l'omofobia della chiesa sia l'espressione per cui «gli uomini di fede sono diventati gli ultimi difensori della ragione umana»

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