Il Friuli-Venezia Giulia boccia la mozione omofoba della Lega: «L'ideologia gender non esiste»



Gilbert Keith Chesterton diceva che sarebbe giunto un tempo in cui «fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Ed effettivamente così pare, dato che c'è voluta addirittura una discussione in aula per determinare l'ovvio, ossia che la fantomatica «ideologia gender» non esiste.
Come da copione, una mozione in cui si chiedeva di vietare l'introduzione del fantomatico "gender" nelle scuole era stata avanzata dai consiglieri Barbara Zilli (Lega) e Luca Ciriani (Fdi/An), esponenti di due partiti che risultano in prima fila nell'alimentare l'isteria e la paura verso una teoria che nessuno ha mai teorizzato. Al solito si era cercato di cavalcare la propaganda omofoba dell'integralismo cattolico, sostenendo che «ci sono molte famiglie preoccupate per quanto sta accadendo in diversi istituti della nostra regione».
ed è così che, con 'astensione di Alessandro Colautti (Ncd), il centrodestra ha votato compatto una mozione che mira ad impedire il contrasto della violenza di genere nelle scuole. I voti di Pd e M5s sono però risultati sufficienti a rispedire al mittente la richiesta.
«Votiamo contro perché non esiste alcun pericolo, solo una scuola che cerca di dare il proprio contributo affinché siano superati certi stereotipi», ha spiegato Pietro Paviotti, capogruppo di Cittadini.
Giulio Lauri (Sel) ha invece sottolineato come i dati sulle violenze di genere e l'omofobia riportati dai centrti anti-violenza abbiano visto un aumento del 32% tra 2011 e 2013, così come l'uso di termini denigratori nei confronti delle perone lgbt fanno parte del quotidiano di tre ragazzi su quattro.
Anche l'assessore all'istruzione, Loredana Panariti, ha voluto segnalare come «Nelle scuole vengono portate avanti iniziative per contrastare il pericoloso bullismo omofobico, gli stereotipi di genere e aiutare i bambini e i ragazzi con gli strumenti adeguati a comprendere che persone, pur diverse, non vanno discriminate»
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