Il parlamento indiano decide di mantenere viva la criminalizzazione dell'omosessualità



Brutte notizie arrivano dall'India, dove il parlamento ha deciso di non abrogare la sezione 377 del codice penale, scritta 153 anni fa, nella quale le relazioni omosessuali vengono criminalizzate come «reato innaturale» e punite con pene carcerarie sino a 10 anni. L'alta corte di Delhi annullò la sezione 377 in quanto discriminatoria e incostituzionale, ma nel 2013 l'alta corte ha invertito quella decisione reintroducendo la piena validità norma.
Nonostante i numerosi appelli, giunti anche da rappresentanti religiosi, il parlamento non ha accolto la prostata di legge in cui si chiedeva la soppressione della norma. Ad avanzarla il parlamentare Shashi Tharoor (National Congress Party MP) che ha commentato: «È giunto il momento di portare il codice penale indiano nel 21° secolo. La sezione 377 del Codice penale indiano è stata emanata nel 1860 e criminalizza i "rapporti carnali contro l'ordine della natura" con termini così arcaici che verrebbero derisi dalla maggior parte delle società moderne».
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