Il portavoce della Manif Pour Tous di Arezzo insulta Antonacci. I suoi amici chiedono sia ucciso



«Allora te lo ridico, sei un imbecille. E se non adotti, sei pure un cane bugiardo. Antonacci dei miei coglioni. Oh, Biagio, non quella a distanza eh». È quanto scrive su Facebook il portavoce della Manif Pour Tous di Arezzo, già organizzatore di alcuni incontri territoriali con Gianfranco Amato e Massimo Gandolfini, nonché autore di articoli per La Croce di Mario Adinolfi.
Ancora una volta l'associazione integralista mostra tutta la sua violenza verbale nel ricorrere a insulti inaccettabili nei confronti di chiunque osi avere idee diverse dalle loro. Il tema, ovviamente, è l'opinione a sostegno delle adozioni da parte delle coppie gay che cantante Biagio Antonacci ha espresso nel corso di intervista trasmessa su Rai 1. Una posizione che peraltro ha già registrato una violenta reazione da parte della Manif Pour Tous nazionale, la quale ha intimato ed ottenuto un intervento del senatore Maurizio Gasparri al fine di tentare impedire che opinioni diverse dalle loro possano essere liberamente espresse nel futuro.
Sarà, ma basterebbe già questo a far nascere domande su come sia possibile che questa gente basi la loro campagna di disinformazione nel sostenere esista un «totalitarismo del pensiero unico» che vedrebbe tutti i media schierati a sostegno dei gay. E questo nonostante l'Italia sia l'unico stato dell'Europa Occidentale a non riconoscere le loro unioni, nonostante i siti gay vengano fatti chiudere da azioni squadriste o nonostante cerchino di impedire che qualunque idea diversa dalla loro possa essere espressa (naturalmente sostenendo sempre che loro non abbiano abbastanza spazio, nonostante le innumerevoli presenze che il loro Mario Adinolfi ha registrato sui canali della televisione pubblica a spese di tutti i contribuenti).

Giusto per riconfermare il suo stile educato, il portavoce della Manif Pour Tous di Arezzo aggiunge poi: «Che poi alla tua età ti fanno adottare un cazzo. Idiota». Una posizione dunque violenta, anche se forse non ai livelli di quando minacciò i professori dei figli sostenendo che, qualora avessero osato proporre un libro a lui poco gradito, avrebbe reagito così:  «Io prendo il libro, ci piscio e glielo faccio mangiare». Bonjour finesse!

Dai suoi amici e compagni di crociate omofobiche partono poi le consuete derisioni e le decontestualizzazioni. C'è chi dinnanzi alla parola «cazzo» trova divertente aggiungere: «Non dirlo a Luxuria... che altrimenti va ad adottare di corsa». Altri preferiscono far finta di non aver capito come funzioni l'italiano nell'affermare: «Non adottano i gay! Se li fanno fare!». Già, pare quasi credre che gli eterosessuali che adottano figli li facciano da sé (qui infatti non si parlava di stepchild adoption, ma di adozione piena come per gli etero).
Grave è chi poi chi prende la palla al balzo per minacciare di morte il cantante: «Muoritelo a sto deficente!», scrive (presumibilmente ignorando che la parola "deficiente" si scrive con la "i"). E giusto per qualificare il grado di violenza del soggetto e per rendere credibili le minacce, sulla sua bacheca inserisce un sorriso compiaciuto dinnanzi ad un gruppo di violenti che ha dato alle fiamme una moschea in Corsica.

Ecco, dunque, che ancora una volta pare dimostrato come a muovere questi movimenti ci sia solo odio e tanta omofobia. Le battutine da bambini dell'asilo sottolineano il loro diprezzo verso le persone gbt, così come appare evidente che non pare credano molto delle fantomatiche bugie che raccontano su maternità surrogate o simili: loro non vogliono che un bambino possa avere due genitori dello stesso sesso e pare non fregargliene nulla se ciò significa abbandonarli in un orfanotrofio o privarli del loro diritti. Il tutto, peraltro, con una violenza verbale che pare avere tutte le caratteristiche per poter essere ritenuta di rilevanza penale.
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