Il sindaco omofobo di Padova, Massimo Bitonci, sarà relatore ai convegni di Toni Brandi



Tutto tona. L'associazione integralista ProVita ha lanciato una grande campagna di disinformazione in cui si sosteneva l'esistenza di un fantomatico gender. Ha compilato una lista di lezioni che sostiene abbiano avuto luogo in Italia (anche se in realtà la quasi totalità dei racconti appare falsa o distorta, ndr) e ha indicato tutti i libri che non vogliono siano letti.
Quel quadretto discriminatorio dev'essere piaciuto molto al sindaco di Padova Bitonci, il quale ha deciso di sposare quella strategia attraverso una serie di atti volti a vietare la lettura dei libri indicati dall'associazione integralista (così come avveniva sotto il nazismo) o ad impedire alle persone che la pensano diversamente da lui di poter esercitare il loro diritto di parola. Tanto gli costò una denuncia per abuso d'ufficio, alla quale l'associazione ProVita rispose esprimendo solidarietà e denigrando i querelanti. Si premurarono anche di invitare il sindaco a continuare a calpestare i diritti delle persone a loro poco gradite e fornirono una fantasiosa ricostruzione dei fatti: a loro dire, infatti, il sindaco non sarebbe stato denunciato per aver violato i suoi ruoli istituzionali, ma sarebbe stato «denunciato perché contrario al gender».

«Gender». Questa è la parola che tutto può. Trattandosi si un qualcosa di inesistente e di inventato, la si può usare per sostenere qualsiasi cosa. In fondo nessuno ha mai formulato quelle teorie e quindi nessuno potrà mai dissentire! Ed è così che se la fetta di pane cade dal lato imburrato si potrà dire che la colpa è del gender. Oppure se qualcuno ci infastidisce, basterà accusarlo di «propaganda gender» ed il gioco è fatto!
Inoltre, una volta diffusa la paura verso l'inesistente, qualche partito potrà tranquillamente cavalcare quella fobia per cercare voti... in fondo promettere protezione da un qualcosa che non esiste è sicuramente più semplice che occuparsi di problemi reali!
L'impressione è che alcuni interessi comuni esistano. Un'ipotesi che verrebbe confermata anche dal fatto che Brandi (presidente di ProVita Onlus) e Bitonci (Lega Nord) saranno allo stesso tavolo in una conferenza di disinformazione sul fantomatico «gender». Il tutto con tanto di patrocinio da parte dell'associazione La Torre, una realtà di estrema destra filo-russa che ben sposa le finalità politiche di Salvini (ormai sempre più legato a doppia mandata con Putin).

Il programma della serata spiega come l'introduzione sarà affidata a Toni Brandi, il quale lascerà la parola a tre persone schierate univocamente dalla parte dell'integralismo anti-gay. Come consuetudine non ci sarà alcun contraddittorio e ai presenti verrà presentata una verità che non potrà essere messa in discussione da nessuno.
Si inizierà con Paolo Gulisano, il relatore che parlerà di «gender» e della sua teoria che vedrebbe alcune persone impegnate a «sostituirsi a Dio e cambiare la creazione». Si darà poi spazio al consigliere della Provincia di Trento Walter Kaswalder, noto per la sua pozione contraria a qualunque mozione possa tentare di contrastare l'omofobia. Il finale sarà invece affidato all'«spite forse più atteso: il Sindaco di Padova Massimo Bitonci». Gli organizzatori lo descrivono come «assurto alla cronaca per le sue affermazioni controcorrente. "La teoria gender? Sono contrario. Anche il provveditore ha già detto che questi libri non verranno introdotti. Per quanto mi riguarda, sono per la scuola tradizionale e per la famiglia fatta di un uomo e di una donna e figli naturali o adottati. Inoltre tutti i genitori e gli psicologi spiegano che le figure all'interno della famiglia devono essere chiare e individuate. Non dev'esserci confusione di ruoli"».

Interessante è comunque notare come quelle fantomatiche teorie esposte siano sempre e comunque riconducibili a pochi personaggi assai noti e a politici di pariti ben precisi. Sempre senza alcuna scientificità e sempre attraverso la proposizione di opinioni spacciate per dogmi.
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