In marcia per chiedere uguali diritti



Centinaia di persone si sono date appuntamento all'ombra del Colosseo per chiedere ancora una volta uno stato laico che riconosca le unioni civili. Nonostante le sentenze emesse a livello nazionale ed internazionale, nonostante le promesse avanzate dal governo, nonostante la Costituzione non definisca in alcun modo il sesso dei coniugi, l'Italia è ormai divenuta  il fanalino di coda nei diritti civili a causa di una continua ingerenza legislativa da parte dell'integralismo cattolico. Nel nome di fantomatici che teorie mai formulate in ambito scientifico e grazie a decontestualizzazioni criminali che mentono alla popolazione pur di far leva sul più bieco populismo, i diritti di migliaia di persone vengono quotidianamente calpestati nel nome dell'omofobia istituzionalizzata. Il tutto, peraltro, a fronte di un governo che è molto più arrestato rispetto alla popolazione e al sentimento comune dei cittadini.
«Vogliamo una politica in grado di estendere finalmente il matrimonio civile a tutte le coppie, di contrastare le discriminazioni. Una politica capace di riconoscere i diritti di tutte le coppie conviventi non sposate, di promuovere un sistema d’istruzione pubblico, laico e di qualità in cui si preveda l’educazione alla sessualità e al rispetto delle differenze», rivendicano gli organizzatori.

Intanto a Vicenza, dove si stava tenendo un'iniziativa collegata alla marcia romana, il movimento neofascista di Forza Nuova ha distribuito adesivi omofobi con la scritta: «Omosessuale malato mentale».
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