La Cappellini ringrazia gli integralisti anti-gay, in regione arriva la maxi-statua della Madonna



«Grazie a tutti voi! Avanti così! Uniti si vince! Difendiamo i nostri figli». È questo il messaggio che l'assessore lombardo Cappellini ha indirizzato a Mario Adinolfi, alla Manif Pour Tous, alle Sentinelle In Piedi, a Michelangelo Longo, ad Alleanza Cattolica, a Luigi Amicone, a Tempi, al Comitato Articolo 26 e a Massimiliano Romeo. In altre parole, all'integralismo anti-gay.
Divisa fra il suo impegno per limitare la libertà religiosa di chiunque non sia cristiano e l'alimentare i pregiudizi nei confronti della comunità lgbt, l'assessore Cappellini pare indaffarato anche nel mostrare come il suo lavoro non sia a favore di tutti i cittadini ma solo a sostegno di quelli che a lei piacciono di più. Questo nonostante migliaia di cittadini stretti nella morsa dell'omofobia si ritrovino pure costretti a pagarle lo stipendio, un po' come nel caso degli ebrei che si vedevano costretti a pagare il biglietto del treno che li avrebbe condotti nei capi di sterminio.

L'articolo 78 del D.LGS. n. 267/2000, inserito nel Capo IV (status degli amministratori locali), disciplina doveri e condizione giuridica degli stessi disponendo che «Il comportamento degli amministratori, nell'esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all'imparzialità e al principio di buona amministrazione, nel pieno rispetto della distinzione tra le funzioni, competenze e responsabilità degli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, e quelle proprie dei dirigenti delle rispettive amministrazioni».
Siamo certi che una ultas dell'integralismo anti-gay possa godere dell'imparzialità richiesta a chi esercita doveri pubblici e non sta certo partecipando ad iniziative private? Ed è possibile che che una assessore regionale possa dichiare di voler «difendere» i figli di Adinolfi o delle Sentinelle in piedi anche a costo di alimentare odio e violenza verso i figli degli elettori che dovessero avere orientamenti sessuali diversi da quelli graditi a questi movimenti?

Intanto viene data notizia dell'arrivo di una mega statua della Madonna che verrà installata all'ingresso del palazzo della Regione Lombardia, quasi a sottolineare come la laicità non sia di casa fra quelle mura. E mai come in questo caso il tema non è la religione, ma quella che appare come una strumentalizzazione della religione a fini politici ed elettorali. Una prassi che sta alimentando anche tutti quei provvedimenti discriminatori che sono stati oggetto di denuncia da parte di Amensty International.
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