La Francia respinge l'ultradestra: Le Pen sconfitta in tutte le regioni



Nonostante i preoccupanti risultati del promo turno, la Francia ha respinto l'ultradestra di Le Pen. L'ombra di una svolta politica neofascista ha destato la popolazione, portando ad un afflusso al ballottaggio di quasi il 60% degli aventi diritto (contro il 43% del primo turno).
I primi dati mostrano come il Front National non avrebbe ottenuto alcuna regione: i socialisti si sarebbero così conquistati cinque regioni contro le sette dei repubblicani. Ha paerso al ballottaggio anche la nipote di Marine Le Pen, Marion Maréchal-Le Pen, candidata del Front National nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Parole di sostegno all'ultradestra di Le Pen sono giunte dal suo alleato italiano, Matteo Salvini, il quale si riconferma l'unico leader dell'estrema destra a controllare alcune regioni chiave dello stato. Il tutto con gli effetti devastanti di una politica populista e razzista che ben conosciamo.
Si pensi anche solo alla Lombardia, dove la regione è occupata a gettare fumo degli occhi ai cittadini attraverso l'approvare mozioni omofobe contro fantomatiche «ideologie gender» o di vietare la libera espressione religiosa a chiunque non sia cristiano. Il tutto mentre i trasporti, la scuola o la sanità vanno a ramengo. Ed è così che i cittadini assistono alla consegna di presepi da imporre agli studenti di altre religioni che frequentato le scuole pubbliche di uno stato laico, mentre chi ha bisogno di assistenza sanitaria si ritrova in pronti soccorsi in cui c'è un solo medico a far fronte a decine di pazienti.
Nonostante la paura e l'odio innescato dagli attentati di Parigi, pare proprio che la Francia si sia voluta risparmiare tutto questo. Con buona pace di quotidiani come Libero che dinnanzi ad una svolta neonazista avevano festeggiato con preoccupanti prime pagine di chi pare un po' troppo nostalgico delle epoche più buie della storia europea.
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