La Marcia dei Diritti scende in piazza per la libertà, la laicità e la democrazia



«I diritti sono tali soltanto se garantiscono eguali condizioni e pari opportunità a tutte e tutti. Altrimenti si chiamano privilegi e alzano muri che ci dividono e ci imprigionano, invece di rispettare le nostre identità, le nostre differenze, le nostre scelte». Esordisce così il manifesto politico della Marcia dei diritti, la grande mobilitazione civile che si svolgerà a Roma questo sabato.
Nel nome della laicità e della democrazia, la piattaforma programmatica non si limiterà a chiedere il matrimonio egualitario e il rispetto dell'integrità dei corpi e delle identità delle persone transessuali e di quelle intersessuali, ma si aprirà anche alle coppie eterosessuali non sposate, alla scuola pubblica e gratuita e alla lotta alla violenza di genere.
L'idea è quella di marciare assieme «con le cittadine e i cittadini che come noi credono nella laicità e nella democrazia, perché nessuna ideologia può negare la libertà degli amori, dei corpi, della sessualità e delle identità». Il tutto «per liberare i diritti, presi in ostaggio dall'opportunismo di una politica che guarda a se stessa e chiude gli occhi sulla realtà; per liberare i diritti presi in ostaggio dalle ideologie e dai fondamentalismi che escludono e giudicano, calpestando la laicità e la libertà; per liberare i diritti presi in ostaggio dal maschilismo, dal sessismo e dall'omo-lesbo-transfobia che avvelenano la nostra società con l'odio, la menzogna, la violenza di genere, la discriminazione degli orientamenti e delle identità sessuali».
L'appuntamento è per le ore 14 in Piazza del Colosseo a Roma. Da qui partirà un corteo che giungerà sino a Piazza della Madonna di Loreto.

In contemporanea il Veneto si mobiliterà per le stesse finalità. L'appuntamento è per il 12 dicembre, dalle ore 15, in piazza Matteotti a Vicenza e coinvolgerà tutte le cittadine e tutti i cittadini: al grido di «Ci siamo!» si marcerà per Corso Palladio a sostegno dei diritti LGBT, contro ogni discriminazione e per il pieno riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali».
Il comunicato ricorda come «l'estensione dei diritti umani è una questione di democrazia e civiltà per l’intera cittadinanza. Con l’approssimarsi di imminenti discussioni parlamentari sul tema, le/i venete/i e le/gli italiane/i ribadiranno di essere stanchi di aspettare, di vedere calpestati i diritti e la dignità di milioni di cittadine e cittadini da una politica arrogante e sorda. In gemellaggio con la contemporanea “Marcia dei diritti” a Roma, i soggetti promotori e le associazioni promotrici insistono sull’urgenza assoluta di allinearsi subito con il resto del mondo occidentale e adottare finalmente politiche familiari inclusive per chiunque. In una Regione caratterizzata da una insensata e anacronistica omofobia istituzionale – con mozioni regionali e comunali per la “famiglia naturale” e contro la dignità di altre forme di affetto, contro un’inesistente “teoria gender” e indici di libri proibiti da sindaci omofobi in cerca di visibilità – riparte la sfida al Parlamento: stare al passo coi tempi e adottare politiche inclusive e rispettose delle esigenze di vita di ognuno. Tutte e tutti in piazza dunque: la Storia avanza e non si può più aspettare».

Ed ancora, sempre sabato 12 dicembre, alle ore 16.00 a Civitanova Marche, si terrà la Festa laica per i diritti civili dal titolo Libertà vo’ Cercando, iniziativa gemellata con La Marcia dei Diritti di Roma.
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