L'intollerabile violenza dei movimenti anti-gay



Sono volgari, provocatori ed ignoranti: sono gli quadristi ancti-gay che affollano i social network. E mai come in questo caso, la parola «affollano» appare fuori luogo dato che, a ben guardare, sono sempre quei cinque o sei violenti ad essere onnipresenti. Dicono di voler «difendere» la loro famiglia, ma forse c'è da chiedersi se la vedano mai dato che passano il loro tempo a insultare e diffamare gli altri sulla rete. L'unica cosa cerca è che loro non vogliono che gli altri abbiano una famiglia e vedrebbero la madre pur di vedere un bambino privato dai suoi diritti perché cresciuto con persone dello stesso sesso che gli vogliono bene e non fra le mani di un qualche criminale seriale che si è "meritato" i suoi diritti perché gli piace la vagina.
Scusate la volgarità, ma il punto è che per loro il matrimonio è solo quello. Una vagina. Nulla di più. Se il pene entra nelle vagina allora si devono avere i diritti, altrimenti «i bambini vanno difesi».
Cosa c'entrano i bambini? Nulla, ma sono le persone a cui loro non consentono di parlare e a cui loro attribuiscono tutto il loro odio e la loro ignoranza. Lo fanno perché così possono dire che loro sono bravi e che lo fanno per i loro figli... sfruttandoli come oggetti da usare come scudo per i loro pregiudizi. Nulla di più. In fondo sono loro stessi a rivendicare che i bambini non debbano essere trattati come persone ma solo come oggetti che ogni genitori può decidere di indottrinare a proprio piacimento (a meno che non gli si voglia insegnare il rispetto, in tal caso intervengono a gamba tesa e cercano di impedirlo).
Andate su Internet e leggete i loro commenti. Nessuno di loro ha un pensiero: passano il loro tempo a mettere le parole in bocca agli altri. Dicono quello che sostengano pensino i gay. Dicono quello che sostengono pensino i bambini. Dicono quello che sostengono siano la volontà altrui. Non hanno rispetto neppure per Dio, ficcandoli in gola ideologie neofasciste che farebbero rabbrividire i peggiori criminali. Ma forse anche Dio non è altro che uno strumento di odio se dato in mano a chi pare non saper provare altri sentimenti.
E vogliamo parlare delle continue generalizzazioni? Se un gay fa qualcosa, ecco che i loro profili si riempiono di messaggi fotocopia in cui dicono: «Ecco con chi dobbiamo relazionarci». «Ecco chi vuole insegnare la tolleranza». «Dicono che noi siamo fascisti, ma loro sono la gaystapo».
Hanno creato un «noi» e un «loro». Una differenziazione necessaria se si vuol sostenere che all'altro debba essere negato il diritto alla vita. I gay sono troppo gay. I mussulmani sono terroristi. I neri sono tutti clandestini... insomma, qualunque diversità a loro non va bene (ma ovviamente lo dicono per i bambini e non per loro stessi!).
La loro felicità è data dalla quantità di infelicità che riescono a creare. E di certo non si fanno problemi a mentire, spergiurare, distruggere. Sono lì con il pallottoliere, tutti sudati a sostenere che i gay siano pochi, che il bullismo sia poco, che la discriminazione sia poca... per loro i numeri sono tutti. Peccato che se ci fosse anche solo una sola persona che non vede riconosciuti i suoi diritti, sarebbe già troppo.
Mi spiace, cari omofobi, ma avete già perso. Potete anche festeggiare per il dolore che provocate. Potrete godere nel vedere figli senza diritti. Potete masturbarvi davanti all'ennesima ingerenza che blocca i diritti costituzionali delle persone che odiate. Ma voi avete già perso. Avete già con voi stessi, perché non siete riusciti a diventare uomini.
Nelle vostre conferenze dite che per essere uomo basta avere un pene. Vi sbagliate. Per essere uomini ci vuole un cuore e un cervello.
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