Militia Christi cerca nuovi adepti su Twitter



Il gruppo di estrema destra Militia Christi è uno dei partecipanti storici della Marcia per la vita, ossia di quella realtà integralista da cui sono uscite tutte le realtà omofobe che oggi conosciamo (come Scienza e Vita, Provita Onlus o i Giuristi per la Vita). Anzi, forse sarà un caso, ma lo slogan riportato sui loro manifesti è lo stesso che Gianfranco Amato insegna ai bambini delle scuole parentali, ossia quelle strutture in cui gli integralisti inviano i propri figli per essere certi che nessuno insegnerà loro il rispetto verso le diversità.
Non stupisce dunque che inneggino ai convegni omofobi della Manif pour Tous o che si divertano a paragonare i gay ai terroristi sostenendo che «la lobby lgbt è una banda di esaltati come l'Isis». A preoccupare è come il movimento paia ora alla ricerca di estremisti per scopi non palesati.

Dal loro profilo Twitter scrivono:

Chi è contro fino in fondo alle unioni civili (non solo al gender e alle adozioni gay) in quanto contrarie alla natura umana, ci contatti.

Tralasciando che il ddl Cirinnòà non prevede vere e proprie adozioni o che il "gender" sia una teoria folle inventata di sana pianta dall'integralismo cattolico, evidente è il loro soffermarsi sulla ricerca di persone che reputano che qualsiasi riconoscimento civile tra persone dello stesso sesso sia da impedire nel nome di una non meglio definita natura umana basata sull'eterosessualità (ossia un qualcosa di innaturale, dato che in natura l'omosessualità esiste in tutte le specie e i neofascisti solo in una).

Va detto che quel gruppo utilizza spesso parole decontestualizzate dal loro significato. Si pensi anche solo al loro continuo sfruttamento della morte di Eluana Englaro, giunto sino ad asserire: «Eluana, fu femminicidio». È evidente che il sesso della ragazza sia stato del tutto ininfluente nella scelta di ricorrere all'eutanasia per interrompere la sua agonia, ma evidente è anche il tentativo di usare alcune parole per svuotare del loro significato. Un po' come quando accusano i gay di avergli rubato gli unicorni, a fronte di chi ha attribuito un nuovo significato alla parola "famiglia" sino a renderla un concetto d'odio e di discriminazione.
M in fondo l'odio si fomenta solo con le parole forti (non a caso anche i giornali cattolici parlano di "totalitarismo", "pensiero unico" o "antropologia" come se non ci fosse un domani) e quelle vengono servite sul piatto d'argento di chi ha fame di discriminazione.
Nel caso della chiamata alle armi, però, meno chiari sono gli scopi anche se la ricerca di integralisti uniti da un odio comune verso un gruppo specifico ha tutta l'aria di una minaccia.
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