ProVita strumentalizza pure il Natale e dice che Dio si è fatto uomo come celebrazione delle famiglie etero



Non bastano i gruppi neonazisti che stanno attaccando con forza chiunque osi avere un'opinione diversa dalla loro. Azioni squadriste hanno dapprima tolto la voce al Progetto Gionata, poi anche a Gayburg.
Ora è in un clima di informazione a senso unico che l'associazione ProVita tenta di rovinarci il Natale con insulti gratuiti alle nostre famiglie. Il giorno in cui è nato il bambin Gesù, non hanno altro a cui pensare che chiedere che i bambini a loro poco graditi siano resi orfani nel nome del loro pregiudizio. Come sempre con una violenza verbale inaudita, un continuo incuto che giorno dopo giorno. Senza tregua. È una persecuzione intollerabile. una violenza continua. E lo stato tace dinnanzi a chi si sta macchiando di vere e proprie azioni volte a rendere peggiore la vita altrui, nella più totale impunità.

L'ennesima vergogna è un articolo intitolato "I giudici contro la famiglia proprio a Natale". Per capirene il senso è necessario comprendere il neologismo che hanno creato, in cui la famiglia non è più un luogo d'amore in cui ci si vuole bene ma un termine ideologico volto ad introdurre distinguo di stampo fascista basati sull'orientamento sessuale.
Il tema in questione è la sentenza della Corte di Appello di Roma che, nell'interesse supremo del minore, ha riconosciuto le due mamme di una bambina che sino ad ora era stata resa orfana di una dei suoi genitori nel nome di un vergognoso vuoto legislativo.
Ovviamente il solo fatto che quella bambina non sia stata resa orfana e non riusciti svantaggiata rispetto ai suoi coetanei ha mandato su tutte le furie l'associazione ProVita, sempre più impegnata nel chiedere soldi in cambio della promessa di azioni volte a rendere infelici i figli delle famiglie che che loro si rifiutano di riconoscere (e di riconoscimento si tratta, dato che la loro esistenza è un dato di fatto!).

Fa riflettere come solo Italia si toleri che un'associazione riconosciuta come onlus possa permettesi di scrivere frasi come:


Dare queste notizie a Natale fa male al cuore. D’altro canto, pensiamo non sia un caso. Il mondo dell’associazionismo Lgbt, insieme a tutti coloro che lo sostengono e che ci lucrano sopra, non ha alcun rispetto né della famiglia, né del sentimento religioso della maggioranza.

Esatto, ora è la'associazionismo gay a non avere rispetto del loro finto sentimento religioso (e non certo della maggioranza dato che si è visto in più occasioni come questa gente sia solo una minoranza violenta e assetata di discriminazione).
Da quando in qua il riconoscere una famiglia significa mancarle di rispetto? Certo, c'è un gruppo violento che si batta per cercare di danneggiare le famiglie altrui, ma non è certo il ricorso a finti sentimenti religiosi a decidere che una bambina debba soffrire nel nome del pregiudizio di chi gode dei propri diritti. Quella non è fede, è nazismo!

Si passa così a scrivere vere e proprie bestemmie che risultano offensive verso chiunque creda in Dio, dato che l'associazione si Toni Brandi di permette di proporre un'offensiva lettura del Natale. Scrivono:

Il Natale, per credenti e non, è la festa della famiglia per antonomasia. Ed ora alcuni giudici ci vengono a dire che famiglia può essere qualsiasi aggregato di persone [...] Nonostante tutto, è Natale. E noi sappiamo che la ragione e il buon senso vinceranno. Per questo non ci rassegniamo e incrementeremo i nostri sforzi per garantire sempre a tutti i bambini il calore di una famiglia vera, fatta da mamma e papà.

Insomma. Veri e propri insulti verso le famiglie a loro meno gradite. L'unica consolazione è che questa gente è dalla parte sbagliata della storia e prima o poi le loro bugie verranno a galla. Tutti i mali perpetrati con finte giustificazioni religiosi hanno sempre avuto una fine: dai roghi delle streghe al razzismo, dalla schiavitù alla persecuzione dei mancini. Sappiamo che ci sarà sempre chi è pronto a bestemmiare il nome di Dio pur di sostenere che ci si crede migliori per un diritto di nascita, ma la società prima o poi rispedirà questa gente nell'oblio che meritano le loro ideologie perverse.
Difendiamo la famiglia. Difendiamo il diritto di ogni bambini affinché i suoi genitori siano riconosciuti dallo stato, in un clima dove la priorità sia l'amore e l'attenzione all'educazione sana dei figli, non certo il sesso biologico.
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