Secondo Gandolfini, l'emergenza bullismo riguarda i ragazzi obesi e non i gay



Il negazionismo di Massimo Gandolfini diventa ogni giorno più violento. Non pago di aver sostenuto che i gay si suicidino perché disagiati a causa del loro orientamento sessuale (e non certo perché vittima delle continua violenze dei gruppi ultra-cattolici), ora si è lanciato nel sostenere che il vero bullismo da combattere è quello verso i grassi e non certo quello verso i gay. Non è chiaro se il riferimento sia al suo compagno di merende omofobie Mario Adinolfi.

Dalle pagine di Intelligonews, l'uomo ha parlato con soddisfazione dell'incontro con cui i massimi esponenti dell'integralismo cattolico avrebbero studiato strategia per continuare ad impedire qualsiasi riconoscimento nei confronti dei diritti delle persone lgbt. Commentando il caso del professore transessuale che ha deciso di non nascondersi più dinnanzi agli studenti, ha tuonato:

Non credo che quel caso sia un elemento chiarificatore. Rientra nel contesto di una confusione voluta, i termini in realtà sono molto chiari. Non educherei le generazioni future ad una forma di indifferentismo assoluto. Piuttosto si tratterebbe solo di fare quello che si fa da secoli: educarli alla propria identità, che è innanzitutto biologica e sessuale e, strettamente legata a questa c'è il comportamento sociale. Sul contrastare atteggiamenti discriminatori, ghettizzanti, siamo tutti d'accordo. Le vere condizioni maggiormente discriminanti nelle scuole le sopportano i bambini obesi, poi ci saranno anche nelle medie e nelle superiori attacchi alle persone che manifestano orientamenti sessuali non in linea rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione; per questo noi proponiamo, e lo abbiamo proposto proprio al ministero, dei percorsi di educazione civica contro tutte le discriminazioni di qualsiasi genere, dal bambino nero a quello scoliotico, da quello grasso a quello rachitico...

Curiosamente l'omofobia viene dimentica nel suo elenco di discriminazioni da combattere, così come pare che l'uomo preferisca far finta di non sapere quale sia il problema. Se un bambino viene preso in giro dai compagni perché grassi, insegnanti e familiari saranno sicuramente dalla sua parte e prenderanno le sue difese. Nel caso di un ragazzo preso in giro per l'orientamento sessuale, c'è il rischio che un insegnante come la professoressa di Moncalieri possa dirgli che è sbagliato e che deva far "curare" la sua omosessualità, così come non è da escludersi che i suoi genitori possano esercitare delle violenze contro di lui e spingerlo al suicidio. Questo è il motivo per cui è essenziale che almeno la scuola sia un posto sicuro, dato che c'è chi lavora per far sì che le famiglie possano costituire un pericolo se inclini ad ascoltare le opinione dei gruppi anti-gay.
Interessante è anche come pare che Gandolfini non sappia pronunciare la parola «gay», preferendo ricorrere a definizioni fantasiose come «orientamenti sessuali non in linea rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione». Una puntualizzazione che pare vole mettere l'accento sul fatto che si tratti di una minoranza, peraltro attraverso definizioni tipiche dell'omofobia istituzionalizzata russa.

Altrettanto curioso sarebbe capire perché questi gruppi sostengano di voler contrastare la violenza mentre organizzazioni contro il contrasto alla violenza di genere o mentre chiedono che l'Unar venga chiuso per impedire che possa difendere gay e immigrati (a detta di Adinolfi, infatti, i cristiani sarebbero i veri discriminati dato che non vene concesso loro di eliminare dalla vita sociale le persone a loro non gradite).
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