Slovenia, cattolici e conservatori vogliono una legge che garantisca l'esclusione dei gay dai diritti



Il referendum di domenica scorsa ha cancellato il matrimonio egualitario in Slovenia e il diritto di adozione per le coppie gay. I bambini ora potranno restare negli orfanotrofi mentre i gay e le lesbiche saranno escluse da circa 70 leggi che garantiranno diritti alle sole coppie eterosessuale sulla base del loro orientamento sessuale. Adinolfi e Giovanardi festeggiano pubblicamente sulle pagine dei giornali, dicendosi felici di sapere che gay e lesbiche slovene torneranno ad essere cittadini di serie b, così come già accade a chi ha la sfortuna di vivere in Italia.
Eppure pare che la questione non finirà qui. I gruppi cattolici e conservatori sloveni annunciano l'intenzione di proporre una legge che possa impedire anche qualunque riconoscimento futuro alla comunità gay. Una bozza di legge sarà presentata entro un mese ed è già stato reso noto come si cercherà di ingabbiare matrimoni ed unioni civili al sesso dei coniugi in modo tale che diventerà pressoché impossibile abbattere la discriminazione.

Secondo l'associazione lgbt Legebitra «la Slovenia ha respinto l'uguaglianza», inviando «un messaggio scioccante all'Europa e al mondo». Dopo il voto «le coppie dello stesso sesso continueranno a essere discriminate in almeno 70 leggi slovene solo perché non possono essere sposate». «Nella campagna elettorale i sentimenti di paura e la manipolazione dell'informazione hanno prevalso, anche se ci sono stati comunque passi avanti, ad esempio, nel fatto che le famiglie delle persone lbgt abbiano parlato apertamente con i media».
Ora, però, si teme che il movimento Za otroke gre possa cercare di abbattere anche altri diritti già consolidati, forte della benedizione papale ricevuta con l'invito del Pontefice ad esprimersi contro i diritti di gay e lebiche. «Viste le prime dichiarazioni di Primc, è chiaro che mirano a entrare in politica», notano. Così è già avvenuto in Francia dove la Manifest pour tous è divenuta un partito politico, è accaduto in Croazia dove gli omofobi dell'U ime obitelj si sono presentati (senza successo) alle ultime elezioni e qualcosa di simile pare stia accedendo persino in Italia (dove i gruppi omofobi spalleggiano e supportano partiti politici molto precisi).
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