Alexey Komov parteciperà al Family day. È a capo della lobby internazionale che promosse la pena di morte per i gay ugandesi



«Posso confermare che l’ambasciatore del Word Congress of Family alle Nazioni Unite, S.E. Alexey Komov, si è immediatamente offerto di venire in Italia per un tour di conferenze in difesa della famiglia e dei bambini, in sostegno della Marcia». È quanto dichiarato a Il Giornale da Toni Brandi, presidente di ProVita onlus.
Per chi non lo sapesse, Alexey Komov è un funzionario legato al patriarcato ortodosso russo e risulta presidente di una rete conservatrice denominata Congresso Mondiale delle Famiglie. È stato tra gli ospiti del congresso della Lega Nord in cui Matteo Salvini venne eletto nuovo segretario e guidò Toni Brandi nei suoi primi convegni di disinformazione ed istigazione all'odio verso i gay. Si occupa anche di mantenere stretti rapporti con tutta l'estrema destra europea, spingendo per un anti-europeismo che possa portare alla concretizzazione del progetto politico di Putin che vedrebbe la realizzazione di un'Eurasia controllata da Mosca.
Riguardo all'ostentato ruolo di ambasciatore è bene dire che alle Nazioni Unite nessuno sappia di chi si tratti: quel titolo è autoproclamato e assolutamente fittizio. Un po' come se chiunque di noi si proclamasse ambasciatore all'Onu del proprio pianerottolo.

La figura di Komov non va però sottovalutata. Un articolo del 2013 di RightWingWatch ci spiega nel dettaglio quale sia il suo ruolo nella globalizzazione dell'omofobia, partendo da come ci fosse lui dietro l'annullamento del gay pride di Belgrado di quell'anno. E quella non era che la punta di un iceberg.
Negli ultimi anni il Word Congress of Family ha creato una vera e propria organizzazione per sostenere le politiche anti-gay in tutta l'Europa orientale. Personale del WCF ha sostenuto attivamente tutte le recenti leggi anti-gay approvate in Russia, tra cui anche il divieto alla fantomatica "propaganda gay" o la riduzione delle adozioni internazionali nei paesi in cui vige il matrimonio egualitario.
Inoltre, sempre attraverso il WCF, i gruppi della destra religiosa statunitense sono in grado di fornire sostegno ai movimenti anti-gay in Russia e in tutto il mondo. Come ogni gruppo lobbista, al suo interno militano anche personaggi collocati nelle alte sfere. Ad esempio il rappresentante dell'amministrazione Bush alla Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne, in occasione dui un concegno a Città del Messico del 2004, ha parlato del WCF sostenendo che «Come uno dei pilastri della civiltà, le famiglie devono rimanere forti e li dobbiamo difendere in un periodo di grandi cambiamenti».
Dopo l'insediamento del presidente Obama, il WCF cambiò strategia e si unì con gruppi come la Famiglia Cattolica e dell'Istituto dei diritti umani (CFAM) con l'intento di impedire gli sforzi dell'amministrazione per il riconoscimento dei diritti gay, sia negli Stati Uniti, sia a livello internazionale.La WCF ha, ad esempio, contribuito ad ostacolare gli sforzi internazionali per depenalizzare l'omosessualità ed ha addirittura offerto supporto ad alcuni funzionari ugandesi intenzionati a rendere l'omosessualità un crimine capitale.
Il gruppo gode del sostegno finanziario di numerosi gruppi religiosi statunitensi, come il Focus on the Family, il Family Research Council, l'American Family Association, il Concerned Women for America, l'Americans for Truth About Homosexuality, l'Alliance Defense Fund and Americans United For Life.

Brian Brown, presidente del National Organization for Marriage, riguardo al WCF disse:

Il Congresso Mondiale delle Famiglie è IL gruppo per la famiglia in tutto il mondo. Hanno fatto un lavoro incredibile per unire tutti coloro che sono per la verità sul matrimonio e la famiglia. È stato un onore collaborare con WCF e di essere una parte del loro più recente Congresso in Australia e conferenza regionale a Trinidad e Tobago. Io condivido pienamente il loro lavoro e vi esorto a sostenere finanziariamente i loro sforzi.

Anche Toni Brandi, presidente di ProVita, è stato ospite dei congressi del WCF e alcuni documenti intercettati da hacker russi lo indicano come membro del direttivo.

Attraverso il Congresso Mondiale delle Famiglie, gruppi della destra religiosa statunitense stanno fornendo un supporto molto diretto agli sforzi che impediscono il riconoscimento internazionale dei diritti dei gay, come i diritti umani o le politiche anti-discriminazione. E quanto sta accadendo in Russia.
Nel 2012, il WCF ha contribuito a fondare un gruppo con sede a Russia chiamato FamilyPolicy.ru, un gruppo il cui obiettivo era «costruire una rete altamente efficiente di attivisti conservatori che siano in grado di esercitare in modo coerente una reale influenza sulla politica della famiglia in Russia, alle Nazioni Unite e a livello internazionale». Alexei Komov è il rappresentante russo nel direttivo del gruppo. Alexei Komov risulta presidente anche del programma "San Basilio", una fondazione guidata da Konstantin Malofeev, ossia il magnate russo che ha ospitato la riunione di giugno sulle leggi anti-gay a cui hanno partecipato Brian Brown e Fabrice Sorlin.

Poco dopo la sua fondazione, la FamilyPolicy.ru tenuto un «vertice demografico» dedicata a fornire «soluzioni per la flessione dei tassi di nascita in Russia». Il vertice giunse alla conclusione che il femminismo, i diritti degli omosessuali, il divorzio legale, il controllo delle nascite fossero da contrastare come un ostacolo ad maggiore tassi di natività. I dati vennero poi accolti con entusiasmo dal presidente russo Vladimir Putin.
FamilyPolicy.ru divene così uno dei leader della politica anti-gay russa. In un'intervista con la radio Voce della Russia,  si presero il "merito" di essere i "promotori" del divieto della Russia sulle adozioni alle coppie  che vivono un Paesi in cui vige il matrimonio egualitario. Furono sempre loro a sostenere la legge sulla sulla "propaganda gay" e a proporne una similare in Ucraina.
Alexei Komov, nel frattempo, ha dimostrato di essere un prolifico portavoce per la causa anti-gay. Sostiene che la Russia sia «l'ultimo baluardo dei valori morali» contro una spinta sponsorizzata dalle Nazioni Unite per il pieno riconoscimento dei diritti dei gay in tutto il mondo. La sua funzione risulta vitale per i gruppi fondamentalisti statunitensi dato che una base logistica a Mosca permette loro di calpestare qualsiasi legge anti-discriminazione viga negli Stati Uniti.
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