Attacco squadrista al Gay Center. Il Mario Mieli: «Non ci fermerete!»



«Insudiciare le nostre sedi non fermerà la nostra voglia di richiedere a gran voce parità di diritti», risponde così Mario Colamarino, presidente del circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, alle frasi omofobe con cui è stata insudiciata la loro sede la scorsa notte.
Non è la prima volta che la sede dell'associazione viene presa di mira con quello che appare come «l'ennesimo atto squadrista di estrema destra» volto a colpire chiunque osi contrastare il pensiero unico dell'integralismo carttolico e le sue richieste per distinguo fascisti volti a creare discriminazione verso qualunque forma di diversità
«Non è un caso che lo striscione sia stato affisso a poche ore dalla discesa in piazza della comunità lgbtq romana, in contemporanea con oltre 90 piazze in tutta Italia -continua Mario Colamarino- per richiedere l'attenzione della politica e della società civile a sostegno del ddl Cirinnà sulle Unioni Civili che sarà in Aula in Senato il 28 gennaio prossimo. Se costoro pensano di intimorirci colpendo le persone omosessuali, hanno sbagliato di grosso. Il percorso verso la piena uguaglianza di tutte e tutti è un cammino ineluttabile ed ineludibile. La nostra solidarietà va agli amici e alle amiche del Gay Center che con noi e insieme a tante e tanti altri percorrono questo cammino di civiltà».

«L'affissione di striscioni omofobi ed intimidatori da parte di forze appartenenti al mondo dell'estrema destra avvenuto questa notte sul Gay Center, sede di Arcigay Roma e di altre associazioni nell'imminenza della mobilitazione nazionale di domani è sintomatico della deriva estremista e pericolosa che sta prendendo il fronte contrario al progresso civile del nostro Paese». Lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay. «Azione Frontale rivendica questo attacco come adesione al Family Day. C'è da chiedersi se l'appuntamento del Circo Massimo sia aperto a queste espressioni neofasciste. Bagnasco non ha nulla da dire al riguardo? Le Forze dell'Ordine non sottovalutino questi segnali e garantiscano in tutto il paese la sicurezza e la libertà dei cittadini che si battono per i diritti civili»..
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