C'è posta per te. I lettori de Il Giornale difendono il padre che maltrattava il figlio gay



Ci siamo già occupati della storia raccontata a "C'è posta per te" da Maria De Filippi, nella quale un padre accecato dall'omofobia aveva praticato violenza psicologica sul figlio prima di spedirgli alcuni messaggi in cui gli augurava la sua morte e gli diceva di essersi pentito di averlo messo al mondo.
Anche Il Giornale ha raccontato l'accaduto ed appare molto interessante un'analisi dei commenti che i loro lettori hanno lasciato. Sappiamo tutti come quel quotidiano sia in prima fila nel legittimare posizioni omofobbe pur di contrastare il disegno di legge sulle unioni civili e questo caso pare dimostrare come certe politiche editoriali finiscano con il creare sentimenti violenti nei propri lettori.
Forse data l'impossibilità di potersi cimentare nelle solite polemiche contro la sinistra, sul sito compaiono solo due soli commenti: uno sostiene che il padre sia «più gay del figlio» (contrastando la politica del quotidiano che è solito sostenere che un gay non possa avere figli) mentre l'altro preferisce parlare di «figli invertiti» e «figli sodomiti», sostenendo che un padre abbia il diritto di «disapprovare le sue tendenze sessuali» quasi come se le caratteristiche naturali possano essere oggetto di disapprovazione.
Il peggio si registra però sulla pagina Facebook del quotidiano, nella quale si incontrano commenti di indicibile violenza. Un filone riguarda chi giustifica l'atteggiamento del padre e sostiene che un figlio gay sia una disgrazia e che comunque la moglie avrebbe dovuto preferire il marito omofobo al figlio.

Scrive una donna:

Sono convinta che per la moglie è stata la scusa per cacciarlo di casa facendo una bella figura verso gli altri. Considerato che nessuno lo aveva informato della omosessualità del figlio, trattandosi poi di un uomo del sud, era logico che non l'avrebbe presa bene. Poi avrà ragionato e digerito il boccone amaro e quindi era possibile perdonarlo. Poi il figlio ad un certo punto se ne andrà. Se mai era lui che doveva uscire di casa. Io sono mamma, adoro mia figlia, ma avrei bisogno di tempo per digerire una situazione che non preferisco. Mi spiace ma io provo orrore quando vedo persone dello stesso sesso che si baciano ecc. Sarò moralista, retrograda, ma purtroppo non posso dire ciò che non penso.

Un altro utente le si accoda, sostenendo che un gay dovrebbe avere rispetto del genitori e subire in silenzio qualsiasi vessazione o violenza si trovi a subire:

Non se la prenda signora ,tutti quelli che le anno risposto si sono emancipati, si ma di depravazione, se siete gay nessuno vi impone niente ma non imponente agli altri le vostre depravazioni, imparate il rispetto per gli altri, parlate di diritti, quali diritti quello di adottare bambini? I figli se non siete capaci di farli perché la natura ve lo vieta non avete nessun diritto e non rompete i coglioni.

Ed ancora, qualcuno sostiene che la madre avrebbe dovuto spalleggiare il marito così come ogni brava donna sottomessa dovrebbe fare (almeno stando ai libri scritti dalla Miriano). Fatto sta che crive:

Un padre ha il pieno diritto di dissentire sul comportamento del figlio, se lo ritiene sbagliato o dannoso per il figlio stesso. L'unica cosa che contesto, ma non ho visto il programma della de Filippi (che spesse volte a mio parere è indirizzato ideologicamente come altri diretti dalla stessa conduttrice) non è con la violenza né con le minacce che si risolvono i grossi problemi psicologici che interessano i figli. Contesto, anche la madre che invece di agire in maniera coerente col marito, cercando di stabilizzare la situazione l'ha aggravata.

Ancor più esplicito e violento è chi aggiunge:
Ma falsi moralisti di merda!! Ha fatto bene il padre...avere un figlio senza palle che non sa affrontare la vita e si rifugia nel essere ricchione.. è una schifezza! !!

E a chi dissente da lui, spiega:

Ma piantala è naturale una coppia uomo donna e innaturale dello stesso sesso.basta col dire siamo nel 2016!!!stiamo distruggendo tutti i principi!!! colpa di buonisisti e pacifisti come te!!! Magari sei pure d'accordo ad accogliere negri!!!

Un altri filone di commenti è rappresentato da chi chiede che certe storie non debbano essere raccontate. Qualcuno sostiene che «son tutti casi costruiti ad arte con personaggi che recitano a copione. Vergogna! È un modo disonesto di fare propaganda ideologica». Un altro parla di «propaganda gay». Un altro ancora domanda: «Perché omofobia? Io non accetto questo termine inventato da un omosessuale per stigmatizzare quelli che la vedono normale. Io allora sono omofobo e sono così. Vedere due uomini che si baciano mi fa schifo e che non mi si dica che mi devo voltare in quanto sono libero di guardare dove voglio. Vergognatevi tutti». Ed ancora: «Ormai in tv non c'è una trasmissione che non ci siano storie con protagonista un gay. Tattica pubblicitaria con lavaggio di cervello che a molti fa l'effetto contrario di quello che la lobby crede di ottenere. Personalmente mi rifiuto di farmi condizionare così guardo programmi più interessanti».
Qualcuno dice che la colpa è tutta del figlio cacciato di casa perché «il problema che sto ragazzo è mammone, cocco de mamma». Altri preferiscono direttamente le prese in giro: «Adesso nel letto matrimoniale dormono il figlio e l'amico». «Ma sti cazzi..se è frocio è frocio».
Un tizio sostiene persino che «la delusione di un padre non è omofobia» e qualcun altro afferma «il figlio è grande, se ne vada a fare il bamboccione fuori di casa!».

Tutto questo avviene nel 2016, anno in cui c'è chi mette nome e cognome nel sostenere che la violenza psicologica versoi i figli gay sia accettabile ed auspicabile. È gente che a furia di leggere articoli propagandistici crede che la sessualità sia una scelta o che si dice convinta che l'orientamento sessuale sia un motivo per allentare la prole .
Sono questi i commenti che testimoniano come una propaganda d'odio simile, portata avanti da realtà come Il Giornale o siti integralisti come ProVita, possano concretamente mettere a repentaglio la vita stessa dei giovani lgbt. Perché se qualcuno di questo commentatori avesse un figlio gay, difficile sarebbe anche solo pensare che il loro atteggiamento non possa rischiare di condurli alla depressione (se non al suicidio) in un clima di costante violenza psicologica dettata dal più mero pregiudizio.
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