Due milioni al FamilyDay? L'Europa ci ride dietro



È Massimo Gandolfini, promotore del Family Day, ad aver annunciato dal palco: «Siamo un milione». Da lì a poco ci ripensa e rilancia: «Siamo due milioni». Ma il Circo Massimo non può fisicamente contenere un simile numero di persone.
Pur di legittimare quella follia, la Cei è immediatamente scesa in campo ed ha provveduto a sostenere che due milioni di presenze fosse un dato da prendersi per buono come dogma di fede. Gran parte della stampa italiana si è immediatamente sottomessa al volere di Bagnasco ed ha rilanciato quella cifra.
Inutile a dirsi, persino chi ha messo in discussione i numeri si è ritrovato ad essere molto generoso nei calcoli, regalando palco e zone vuote ai partecipanti e considerando che ve ne fossero almeno quattro per metro quadro: i risultato sarebbe di 250mila persone.
Ma anche qui si è assai lontani dalla verità dato che nel giugno del 2014 bastarono 70mila persone (paganti e quindi confermate nel numero) a riempire un'area molto più vasta e con una densità assai maggiore. Se ne dovrebbe dunque dedurre che i partecipanti fossero molto meno di 70mila. Eppure è bastato spararla grossa perché qualcuno regalasse cifre quattro volte superiori a quelle plausibili.
Dall'estero ci stanno già prendendo in giro. France24 ha da subito notato come le «decine di migliaia». Anche la BBC conferma la cifra di «decine di migliaia», ironizzando sul fatto che gli organizzatori parlassero di un milione. In realtà gli organizzatori hanno parlato di «due milioni» ma evidentemente i giornalisti inglesi non so la sono sentita di infierire ulteriormente.

Ovviamente l'integralismo cattolico ora dice che sia stata la potentissima «lobby gay» a falsificare un'oceanica partecipazione, peccato che il dato venga confermato persino nelle immagini di Avvenire che trovate a fine post ( dato che il quotidiano appare un hooligan nel difendere le false cifre comunicate, difficile è che lo si possa accusare di aver cercato di nascondere le ampie aree di parto libero che c'erano fra i pochi manifestanti).
E allora perché sparare una cifra simile? Semplice, perché quella è la cifra che era stata annunciata nei giorni scorsi e che i giornali integralisti probabilmente spergiureranno sino alla morte. In fondo chi vede «lezioni gender» nelle scuole o famiglie che si autodistruggono se non più detentori di privilegi esclusivi, difficilmente si farà problemi a mentire ancora. Soprattutto quando la partecipazione mostra un clamoroso fallimento e una partecipazione ridicola a fronte di migliaia di pullman pagati dalle diocesi, una campagna mediatica onnipresente, fondi dell'8 per mille dirottati sull'evento e punizioni divine minacciate dal microfoni di Radio Maria. Se anche tutto quello non è bastato, se neppure il promettere soldi mediante l'oppressione altrui è stato vano, allora appare evidente che quella gente sia una minoranza della minoranza. Chiassosa e violenbta, ma pur sempre una minoranza.

E come se tutto ciò non bastasse. il carrozzone del FamilyDay ha acceso i fari anche su alcune ipocrisie di chi dice di voler "difendere" fa maglia. C'era Gandolfini che chiedeva il numero ai suoi sette figli, Gianfranco Amato che spiegava come la sua lotta alle famiglie altrui lo porti a trascurare la proprio a una Giorgia Maloni che inneggiava alla "famiglia tradizionale" mentre annunciava di essere rimasta incinta senza avere un marito. Poi, a coronare il tutto, anche schiere di suore che brandivano cartelli contro i gay, quasi a voler screditare chi si ostina a sostenere che quella piazza non fosse contro nessuno.

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