È suonata la sveglia dei diritti civili. È panico fra le associazioni anti-gay



La sveglia è suonata ed è suonata forte. Oltre un milione di persone è scesa in piazza per rivendicare l'eguaglianza sociale sancita dalla nostra Costituzione. Oltre un milione di persone hanno chiesto risposte ad un governo che ora faticherà a liquidarli con un «Bagnasco non vuole».
C'è l'evidenza di un'Italia che vuole diritti, senza neppure ci sia bisogno di minacciarli con la promessa do punizioni divine o con risorsi a strumentalizzazioni religiose che possano ingannarli. Ed è così che il nervosismo sta crescendo fra i gruppi anti-gay.
La mossa delle prima ora è il solito balletto di cifre. C'è chi si è tappato le orecchie per cercare di non sentire quel suono ed ora cerca di negare l'accaduto. Si giura e spergiura che quelle piazze non fossero così come ce le mostrano le immagini, perché a loro non piace la realtà.
In realtà la provocazione sui numeri lascia il tempo che trova. Poco importa se ci siano più persone che chiedono diritti o più persone che chiedono che quei diritti siano negati: i diritti non sono questione di maggioranza o minoranza, almeno che non ci si ispiri ad una qualche filosofia fascista. C'è una domanda di dignità e poco importa se qualcuno vorrebbe che i diritti fossero tramutati in privilegi. Non funziona così.

Tra i più agguerriti nel ricorrere alla negazione e all'insulto gratuito è la solita associazione ProVita, ossia quella realtà che ha fatto dell'odio la propria bandiera. Accecati da una risposta forse da loro inaspettata, negano tutto titolando: "Svegliati Italia è stato un flop".
In apertura scelgono un'immagine decontestualizzata di un qualche Gay pride, buttata lì giusto per negare come la manifestazione abbia avuto i canoni che sono soliti sostenere siano estranei ai gay. Un'immagine delle piazze stracolme di gente non avrebbe avuto lo stesso effetto sui lettori, così come la loro continua campagna di denigrazione dei Gay pride sarebbe risultata inefficace dinnanzi alle immagini di sabato. Ed è così che si mette qualcosa di falso per creare un senso di rifiuto fra i lettori bigotti.
Si passa poi al vittimismo, lamentando come le piazze deserte delle Sentinelle in piedi non abbiano avuto uguale risalto di quelle stracolme di chi rivendica i diritti:

Oltre ai soliti slogan, è superfluo evidenziare che tutti i media hanno dato ampio risalto all’evento, mettendo invece in secondo piano le affollatissime veglie delle Sentinelle in piedi che si tengono in questo fine settimana sempre in tutta Italia.

Il vittimismo è anche la chiave con sui l'associazione di Toni Brandi lamenta come le povere Sentinelle di sientano discriminate nel non poter discriminare persone che non accettano la loro discriminazione:

Certo, diranno che quanti contestano le cifre dell’Arcigay sono omofobi e razzisti. Ma sappiamo bene che l’insulto è l’unica arma disponibile quando non si hanno argomenti. E poi, viste pure le esperienze passate, quanto scommettiamo che metteranno in dubbio il numero di partecipanti al Family day del 30 gennaio?

Eccoli lì. Come sempre sempre tirano fuori argomenti decontestualizzata, sostenendo che quando dichiareranno di essere 20, 30, 50 milioni di persone in piazza, qualcuno avrà da ridire. E lo fanno insultando i dati altrui, dal pulpito di chi va in giro a dire che in Piazza San Giovanni ci fosse un milione di persone (anche se li organizzatori stessi asserivano che ciò non sarebbe mai stato possibile).

Per cercare di legittimare tutto questo discorso, si passa al fornire cifre che non hanno alcuna aderenza con la realtà. Dicono che a Torino ci fossero 7mila persona, 5mila a Milano. Vabbhe, dividono i numeri per cinque giusto per poi dire che la somma finale non torna (facile no?). Dicono anche che il solo pensare che le piazze potessero essere piene è «pura fantascienza» e spergiurano che «al milione di sveglie mancherebbero comunque oltre 300.000 partecipanti che nessuno può aver visto da nessuna parte». Ma già nella riga successiva dividono ulteriormente la cifra per sentenziare: «Secondo i calcoli più benevoli, ieri a manifestare per le unioni civili non erano nemmeno in 100mila». Da qui si passa alla solita decontestualizzazione nell'aggiungere:

Insomma, possono far suonare le sveglie quanto vogliono, ma la matematica non è un’opinione. D’altra parte, è noto l’incredibile insuccesso che finora hanno avuto i registri per le coppie di fatto istituiti da vari comuni italiani. Ed è ben noto che i figli di coppie gay nel nostro Paese sono solo 529. omofobia, Italia, omofobo, unioni gay, matrimonio gay, unioni civili, statistiche, Europa, gay friendly, normative, percezione.

Cosa c'entrino i registri lo sanno solo loro, anche perché sono loro a sostenere che la situazione vada bene così. Un milione di persone è sceso in piazza per affermare che si vuole il matrimonio egualitario e non un qualche palliativo.
Ma chi basa la propria sussistenza sulla menzogna non può che negare qualunque evidenza, persino sino a smentire sé sessi. Già, perché se dovessimo prendere per buone le parole di ProVita, ci sarebbe da domandarsi perché da oltre un anno si battano contro i diritti di quei 500 bambini. Se davvero fossero così pochi, perché dicono che siano un allarme per le casse dello stato e per l'intera società? E che dire di come sostengano che i gay siano l'1% della popolazioni e che arrivino a portare un milione di persone in piazza? Secondo i loro stessi calcoli, quel milione dovrebbe valere cento volte di più su scala proporzionale...

Insomma, sono cifre sparate in aria ma che rischiano di ritorcersi contro chi smentisce le sue stesse tesi nel tentativo di insultare l'altro. E se ciò non bastasse, l'associazione di Brandi si lancia persino nel sostenere che tutti i manifestanti pro-eguaglianza non fossero nelle piazze della grande manifestazione nazionale perché impegnati a dar fastidio alle Sentinelle:

Associazioni talmente democratiche e tolleranti da insultare, deridere e disturbare le pacifiche e silenziose manifestazioni delle Sentinelle in Piedi, che non vogliono discriminare nessuno, ma semplicemente ricordare cosa dice la natura, ovvero la realtà delle cose.

Ovvio. Nonostante non ci sia stata una sola segnalazione, lui sostiene che le povere Sentinelle si siano sentite discriminate da chi esiste anche se loro non vorrebbero. Ed è buffo anche che si dica che non si vuol discriminare nessuno nel sostenere che si è migliore degli altri sulla base di una percezione del creato, ossia un grande errore in cui un Dio incapace non è stato capace di dar vita al mondo eterosessuale che Brandi avrebbe voluto. motivo per cui le Sentinelle vegliano conto il prossimo per correggere l'errore di Dio.
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