Facebook continua ad attaccare le pagine lgbt, ma difende quelle di istigazione all'odio



Dopo la vergognosa ed immotivata chiusura della pagina Facebook del Progetto Gionata, presumibilmente giunta in seguito ad una serie di segnalazioni da parte dell'integralismo cattolico, ora anche la pagina Facebook di Porella Cuccarini è stata vittima di una segnalazione di massa.
La pietra dello scandalo è un'immagine satirica di Checco Zalone pubblicata in seguito alle dichiarazioni del comico che si era detto favorevole alle unioni civili tra persone dello stesso sesso ma non alle adozioni («Non ammetto l’idea che una coppia omosessuale possa adottare un bambino», aveva dichiarato).
Le segnalazioni hanno portato alla rimozione dell'immagine e agli amministratori della pagina non è restato che commentare: «Complimenti alle simpatiche canaglie che hanno segnalato il post su Checco Zalone, costringendoci alla rimozione di una foto innocua per non far cancellare la pagina e gli account degli admin».
Ed ancora, lo scorso novembre, fonti certe segnalano come alcuni gruppi integralisti avrebbero preso di mira gli iscritti ad alcuni gruppi lgbt, cercando di far chiudere tutti i loro profili (sempre attraverso altre segnalazioni di massa). Tutto ciò ci riconduce alla più grave minaccia alla libertà di parola degli ultimi anni, attuata da gente violenta che pare avere i mezzi per mettere il bavaglio a chiunque osi avere opinioni contrarie alla loro ideologia e ai loro fini politici. Ma se questo tema dovrebbe interessare la Procura, un altro tema merita altrettanta attenzione.
Passi che questa gente riesca a fare segnalazioni di massa. Passi anche che non è da escludersi che comprino servizi in grado di garantire alti numeri di segnalazioni attraverso meccanismi non troppo legali. Ma com'è possibile che ottengano la censura di pagine ed immagini anche a fronte di segnalazioni non motivate?

Forse questa pagina vi sarà familiare. È il messaggio che appare quando si segnala la pagina d'odio vicina a Forza Nuova dal titolo "No ai matrimoni gay". Ogni singolo contenuto di quella pagina rappresenta un'offesa alla dignità e all'orientamento sessuale di migliaia di persone, eppure la risposta che si riceverà da Facebook è sempre la stessa: «Non viola gli standard della nostra comunità».
Centinaia di persone l'hanno segnalata e centinaia di persone hanno ricevuto sempre la stessa risposta. Eppure lì non si è dinnanzi a satira o a battute, si è di fronte ad una propaganda omofoba volta a creare odio che possa conferire potere politico alle estreme destre.
Il tutto viene tranquillamente dichiaro nel pubblicare immagini di cani che pisciano in bocca al Presidente del Consiglio (con la scritta «anche un cane è più intelligente di Renzi») a cui si oppone la fotografia di Putin che viene indicato come «il presidente ideale che vorremmo in Italia». Ed anche riguardo alla loro preferenza verso la Russia non fanno mistero di come a muoverli sia solo l'odio omofobico, così ome rappresentato anche in un disgno in cui Putin tira per i capelli Conchita Wurst per radergli a forza la barba. Il tutto con un esplicito invito alla violenza verso le persone lgbt rappresentato attraverso le urla della Wurst ignorate dal presidente russo.
Facebook non ha rimosso neppure le immagini che paragonavano un matrimonio tra due uomini a quello tra un uomo e un cammello, così come non l'ha fatto con quelle in cui si sostiene che le coppie omosessuali creino mostri mentre quelle eterosessuali fanno figli.
Pare vada bene che i diritti siano da ritenere un affronto alla Bibbia, così come pare andar bene falsificare delle immagini per far credere che la gente vada in giro nuda ai Gay Pride (nell'originale c'era un tanta, ma la censura applicata serve solo a far prevalere il colore rosa in modo che l'uomo sembri nudo).
Va anche bene sostenere che una foto di un uomo sia stata scattata durante un Gay Pride in Canada, anche se non è così. La pagina che viene segnalata come fonte è stata rimossa da Wordpress, ma basta fare una ricerca è la verità viene fuori abbastanza facilmente. I loro amati russi insultano l'Europa dinnanzi a quello scatto (il che dovrebbe far presumere che non si tratti del Canada) mentre gli ungheresi dicono che sia stata scattata nel 2010 al Glastonbury festival, ossia ad un raduno hippy tenutosi in Inghilterra. E allora perché sostenere che sia un Gay Proide? Semplice, per alimentare odio.
Tutto lì si basa su falsità, dagli slogan alla fotografia del Family day del 2008 spacciato per quello del 2014 (dove non c'era un palco coperto come si vede chiaramente nello scatto). C'è persino qualche scatto in cui si auspica un ritorno al medioevo pur di veder negati i dritti delle persone lgbt.
Molto abusata è la figura dei bambini, incollati a forza in numerose immagini e sfruttati per far dire loro parole omofobe che rispecchino il pregiudizio, giusto perché un bambino crea un sentimento di tenerezza e permetterà un maggior inculcamento dell'ideologia propagandata. Ed ovviamente Facebook non ha problemi neppure con chi paragona le famiglie omogeniotorali a degli orchi.

A questo punto la domanda è d'obbligo: com'è possibile che vengano chiusi degli innocenti profili quando chi istiga l'odio attraverso materiale falso e discriminatorio viene tutelato? Perché le loro segnalazioni vanno a buon fine mentre quelle della gente per bene sono sistematicamente ignorante?
Non sarebbe forse il caso che la Polizia Postale inizi ad investigare sull'argomento per cercare di capire che cosa stia avvenendo e quali strategia sono state messe in campo per cercare di rendere Internet un luogo di propaganda a senso unico?
4 commenti