Gran Bretagna. La spia russa uccisa nel 2006 aveva accusato Putin di pedofilia



Un nuovo rapporto degli investigatori pare aprire un inquietante scenario sulla presunta uccisione dell'ex spia russa Alexander Litvinenko, avvenuta nel 2006. Le indagini suggeriscono che «probabilmente» quel delitto possa essere stato approvato da Vladimir Putin dopo che la spia avrebbe accusato il leader russo di aver fatto sesso alcuni ragazzi minorenni.
Le indiscrezioni sono state  rivelate da Sir Robert Owen, un ex giudice della Corte Suprema inglese, in merito all'avvelenamento da polonio-210 avvenuto in un albergo londinese. Nel suo rapporto afferma: «C'è indubbiamente stata una dimensione personale per l'antagonismo tra il signor Litvinenko e il Presidente Putin. Il signor Litvinenko ha lanciato ripetuti attacchi altamente personali riguardanti il Presidente Putin, conclusasi con l'accusa di pedofilia nel luglio del 2006».
Litvinenko ha pubblicato un articolo sul sito web Chechenpress quattro mesi prima della sua morte. Ha dichiarato che i suoi capi sapessero che Putin era un pedofilo, così come ha più volte ribadito che una diventato direttore del servizio di sicurezza russo, è venuto a conoscenza di come «Putin ha trovato alcune videocassette nella direzione della Sicurezza interna FSB , nei quali lo si vedeva fare sesso con alcuni ragazzi minorenni».
Putin è divenuto presidente russo nel 2000, ha ripetutamente fatto commenti omofobici ed ha spesso collegato l'omosessualità alla pedofilia. Prima delle Olimpiadi invernali di Sochi, ha raccontato ai giornalisti che la Russia non vieta i rapporti omosessuali, solo «la propaganda dell'omosessualità e pedofilia», aggiungendo «non stiamo vietando niente e nessuno viene afferrato dalla strada, e non c'è punizione per tali tipi delle relazioni. Si può sentire rilassato e tranquillo, ma lasci in pace i bambini per favore».
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