I finti cristiani del Family day: «Gli insulti omofobi sono da veri uomini, Mancini è una femminuccia»



Perché mai un giornale che sostiene di essere cattolico (anche se l'affermazione in questo caso pare azzardata) dovrebbe improvvisamente inizia a parlare di calcio? Semplice, perché c'è la possibilità di offendere i gay e quindi c'è pane per i denti per La Nuova Bussola Quotidiana. Un sito che ha fatto all'abominevole pratica del commercio di odio il motivo stesso della sua esistenza e che lo ha portato a risultare fra i principali supporter del Family day (ossia quell'evento i n cui camerati ed integralisti marceranno su Roma per chiedere che la pari dignità venga depennata dalla carta costituzionale nel nome di distinguo di stampo fascista).

Ma tornando all'articolo in questione, il tema sono gli insulti omofobi che l'allenatore del napoli ha ricolto all'allenatore dell'Inter, il quale ha denunciato l'accaduto in sala stampa. Ovviamente La Nuova Bussola Quotidiana si lancia immediatamente nella strenua difesa di chi ha dato del «frocio» a Manicini, asserendo:

Sarri ha ancora ragione quando afferma che la cosa doveva concludersi, come gli hanno sempre insegnato i vecchi, da uomini. E già questo è un invito alla virilità che Mancini non potrebbe che apprezzare. In altri termini, consci che gli allenatori non sono chiamati a tenere in campo l’aplomb di un diplomatico inglese, bastava una stretta di mano per metterci una pietra sopra. Insomma, non facciamo i permalosetti, le signorine…

Da bravi cristiani quali si dicono di essere, iniziano a parlare al femminile di Mancini per la sua presa si posizione contro l'omofobia, etichettando come «vero uomo» chi va in campo a pronunciare parole che dovrebbero essere irripetibili (ma che nel loro articolo compare ben cinque volte).

Poi si passa alla menzogna. La bestemmia in campo (anche se persa dal labiale attraverso le immagini registrate) è sanzionata, ma nel vittimismo di chi sostiene che un cristiano non possa neppure avere la libertà di vietare la libertà altrui nel nome del suo pregiudizio, ecco che aggiungono:

Ovvio che il clamore mediatico e quindi l’attenzione che la Figc deve prestare al caso nasce soltanto perché Sarri ha dato del finocchio a Mancini. Avesse bestemmiato oppure tirato in ballo le ascendenze dello stesso nessuno ci avrebbe fatto caso, dato che Dio e madri sono categorie sociali non cosi protette come i gay.

Un'ultima sezione loda chi ha scherzato sui gay e ha riservato insulti omofobo a Mancini per la sua presa di posizione contro l'omofobia, concludendo:

Non manca chi ha capito l’antifona e si allinea subito al nuovo che avanza, traducendo secondo la grammatica gay la classica pagellina dei giocatori: «Perisic: voto 6, come una bella donna al Gay Pride: fa vedere belle cose, ma di scarsa utilità». Poi vi sono coloro i quali con logica stringente dimostrano la contraddittorietà di certe posizioni gay friendly: «Comunque tengo a precisare che io non sono ghei, infatti ho un sacco di amici omofobi». Che fa il paio con: «per onestà devo ammettere che anche “vecchio cazzone” è una grave offesa in quanto Sarri non è poi così vecchio». La rassegna si conclude con la constatazione fatta da alcuni che chi non fa outing – farsi dare del finocchio e negare di essere omosessuale oggi pare quasi omofobo – deve fare closing, cioè affermare con orgoglio il proprio status di eterosessuale.

Odio. Odio puro. Eppure è quel sentimenti di disprezzo verso il prossimo che porterà queste perone a manifestare contro i diritti altrui, magari dicendo che è Dio a volerlo o che la negazione delle tutele giuridiche per alcuni bambini sia nel loro interesse.
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