Il Giornale insulta un milione di persone e li accusa di usare i bambini come «scudi umani». Lodi a chi usa i bambini per rivendicazioni neofasciste



«Il piazza i tifosi dei matrimoni gay, bambini usati come scudi umani». È questo il vergognoso titolo scelto da Il Giornale per raccontare la grande mobilitazione che ieri ha portato in piazza oltre un milione di persone pronte a chiedere l'immediata approvazione di una legge sulle unioni civili.
Al di là dei soliti termini offensivi con cui il quotidiano di Sallusti è solito etichettare chiunque non la pensi come il suo padrone, difficile è comprendere che cosa intendano con quell'affermazione altamente lesiva della dignità umana che riguarderebbe il presunto uso di «bambini come scudi umani». Difficile a dirsi perché, stando alla rassegna stampa del Ministero dell'Interno, quel termine non compare nell'articolo interno. In quella sede il giornale si limita a lodare e santificare i partecipanti al Family day, ringraziandoli per il loro impegno contro i diritti dei bambini altrui ed affermando che sarebbe bello vedere il ministro dell'Interno schierato contro una parte dei cittadini italiani.
L'impressione è dunque quella di un titolo fine a sé stesso, buttato lì con l'unico intento di offendere gli atri per privilegiare una campagna ideologica volta ad usare i bambini per chiedere che i loro diritti siano calpestato e che altre coppie non possano avere i propri diritti. In fondo Il Giornale lodò qui genitori che portarono a piazza San Giovanni i figli per fargli urlare slogan contro i figli altrui, si è adoperato sostenere che togliere un genitore ai figli degli altri possa portare guadagni economici. Insomma, ha usato i bambini in qualunque modo possibile perché potessero dare voti al suo padrone anche a costo di danneggiare la loro vita e la loro dignità.
E qualora ve ne fosse stata la necessità, a spiegarsi come la redazione de Il Giornale abbia una strana percezione dei diritti umani è l'articolo in cui mettono sullo stesso piano l'uso ideologico del Pirellone per lanciare un messaggio contro i diritti dei cittadini alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero da parte di Marino. A loro pare non interessare come la trascrizione fosse lecita (perlomeno secondo ben tre Tar) e a vantaggio della dignità delle persone, secondo loro dare i diritti o toglierli è la stessa cosa. L'evidente tentativo è il legittimare quell'aria nazista in cui si mette sullo stesso piano chi chiede diritti per tutti e chi manifesta per togliere i diritti agli altri. Peccato che mettere sullo stesso piano le due cose sia pericoloso, ideologico e molto scorretto.
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