Il Giornale proprio non ce la fa. Esigere la pari dignità è un dovere di tutti, ma secondo loro si tratterà solo di un «sabato gay»



Dopo aver paragonato i gay ad animali, Il Giornale torna a fare propaganda attraverso l'ennesimo articolo di disinformazione volto a dare un significato diverso alla realtà. Ed è così che il quotidiano della famiglia Berlusconi attacca il Comune di Milano titolando: «Il Comune adesso sostiene il sabato gay».
Si parte così con un elenco di iniziative con cui il comune ha patrocinato anche iniziative legate al mondo lgbt, quasi come se le minoranze non dovessero avere visibilità e i comuni dovessero occuparsi solo di chi ha un orientamento sessuale tradizionale (così cime i loro amici russi amano chiamarlo). Ma, soprattutto, si sostiene che la manifestazione di sabato sia una «cosa da gay» quasi non riuscissero a capire che i diritti riguardano tutti e non solo chi ne beneficia in prima istanza.

Se il punto di partenza è che le proprie esigenze siano un diritto e le esigenze altrui un capriccio, si spiega perché Il Giornale sostenga che i rifugiati debbano morire a casa loro, che i neri debbano essere scacciati per il loro colore della pelle, perché i simboli cristiani debbano essere usati come arma di offesa a chiunque abbia un'altra fede. Il pregiudizio è il metro di giudizio e i diritti sono un qualcosa che serve a star meglio attraverso lo sfruttamento e l'oppressione altrui.
Una posizione che potrebbe reggere solo se si accettasse di non mettere mai il naso fuori di casa. Basterebbe anche solo un minimo di intelligenza per comprendere che i diritti riguardino tutti, indipendentemente dal profitto personale che se ne trae nell'immediato. Solo così Sallusti potrà andarsene nel continente nero senza essere giudicato per il suo imbarazzante pallore o avrà la possibilità di dirsi cristiano anche in terre mussulmane (che altrimenti avrebbero pieno diritto di ripagarlo con la sua stessa moneta). Ed anche il principio della pari dignità dovrebbe valere per tutti, non certo per chi ora vorrebbe sposarsi anche se Sallusti non vuole.

Al fine di dar libero sfogo alla sua propaganda pro-Lega, Il Giornale propone solo l'opinione di un integralista come il consigliere milanese Riccardo De Corato, ossia di un uomo che ha basato la sua intera carriera politica sull'odio e sul disprezza a lui. Quasi come se le sue parole fossero oro colato, riportano il passaggio in cui il consigliere di estrema destra afferma: «Pisapia e il suo assessore Majorino hanno agito al di fuori delle norme della Costituzione, in Italia non esiste una norma giuridica che permetta di dare valore legale a un matrimonio fra persone dello stesso sesso. Nonostante questo, il Comune continua a fare da sponsor a iniziative di ogni genere, che provengono da associazioni amiche. Pisapia accusa la Regione e il centrodestra di partecipare con il gonfalone al Family Day, e poi appoggia manifestazioni che nulla hanno a che fare con la nostra Costituzione e le nostre norme».

Insomma, apprendiamo da Il Giornale che la Costituzione impone di manifestare contro i diritti altrui ma vieta di chiedere la pari dignità espressa nell'articolo tre. E tutto questo viene propinato a senso unico, senza contraddittori che possano mettere in discussione quella visione neofascista del mondo.
Interessante è anche notare come De Corato sostenga di essere ligio alla Costituzione nei suoi rantoli d'odio, anche se ciò non spiega perché voglia una secessione volta a distruggere quella Carta che ora dice di voler difendere...
1 commento