La Regione Abruzzo approva una mozione contro la «propaganda omosessualista» nelle scuole



Non esiste alcuna «ideologia gender» eppure i partiti di destra paiono intenzionati a far credere che esista una sorta di «minaccia» verso i propri figli con l'unico intento di avere un ritorno elettorale. È così che si muoveva anche il nazismo.
Senza alcun rispetto per la verità e per la decenza, anche Consiglio regionale dell'Abruzzo ha approvato l'emendamento scritto dall'associazione ProVita Onlus in cui si chiede di insegnare i ragazzi delle scuole statali che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna e che le altre forme di unione non devono avere né dignità, né riconoscimenti. La scuola diviene così un campo di rieducazione ideologica di chi sfrutta falsi sentimenti religiosi per tornare a marciare all'ombra della croce uncinata.
La mozione è stata presentata da Paolo Gatti (Forza Italia), il quale afferma: «Nessun intento discriminatorio nei confronto degli omosessuali quello che si sottolinea è che tale teoria non ha senso farla diventare materia di studio a scuola». Sostiene anche che l'educazione al rispetto delle diversità «potrebbero, oggettivamente, confondere e ferire la crescita dei bambini in quanto lontane dalla realtà largamente percepita. Non sarebbe esercizio di libertà educativa ma l’imposizione di un modello irrispettoso della libertà dei bambini e delle famiglie».
A sottolineare il carattere discriminatorio ed ideologico del testo è il fatto che si parli di «fiabe gender» o di «promozione della sessualità». Tutti termini coniati dai gruppi neofascisti e che ora vengono introdotte in testi istituzionalizzato al solo fine di legittimare l'odio omotransofobico. Viste le premesse, c'è da solo chiedersi quando si inizieranno ad approvare mozioni in cui si chiederà di gettare i gay dai tetti dei palazzi così come già fa l'Isis.
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