La Regione Veneto manderà una delegazione Family Day contro la pari dignità delle famiglie gay



Dopo la Lombardia, anche il la Regione Veneto annuncia una sua partecipazione ufficiale al Family day di Mario Adinolfi. Una presa di posizione che non stupisce troppo, soprattutto considerato come l'evento integralista paia voler sfruttare il supporto di Bagnasco per scopi discriminatori ed elettorali che possano avvantaggiare la Lega Nord.
La proposta è stata presentata dalla solita Elena Donazzan (FI), ossia da quell'assessore che diramò circolari con cui spaventare i genitori delle scuole pubbliche millantando il rischio di una fantomatica «ideologia gender» che avrebbe potuto colpire gli studenti. Forte della sua ideologia anti-gay, la donna ha ottenuto l'appoggio dei consiglieri Massimiliano Barison e Massimo Giorgetti in una ennesima mozione che sostiene sia «a difesa della famiglia naturale» attraverso l'introduzione di distinguo si stampo fascista.

«Davanti ai continui attacchi da parte del Governo Renzi alla famiglia naturale -dicono i tre- attraverso il disegno di legge 2081 (c.d. Cirinna’) che andrà in discussione nelle aule parlamentari alla fine del mese di gennaio 2016 e che manifesta la palese volontà di equiparare le unioni civili tra persone dello stesso sesso all’istituto giuridico del matrimonio, abbiamo voluto presentare questa mozione per impegnare la Giunta del Veneto a porre in essere tutte le iniziative necessarie per opporsi in modo concreto e deciso all'approvazione da parte del Parlamento del ddl Cirinnà [...] Il Gruppo di Forza Italia ritiene incostituzionale il ddl Cirinnà poiché in contrasto con l’articolo 29 della Costituzione Italiana che riconosce il "ruolo sociale della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio". È inoltre in antitesi con il terzo comma dell’art.16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dove si evince che: "la famiglia è il nucleo naturale e centrale della società e ha diritto ad essere protetta dalla Società e dallo Stato" [...] È chiaro che la famiglia naturale sta subendo un’aggressione culturale senza precedenti, che vorrebbe equipararla alle unioni di persone dello stesso sesso, riconoscendo il diritto all'adozione e alla `produzione´ di bambini con utero in affitto».

* Nell'immagine di apertura i pacchi di pasta distribuiti dalla Donazzan durante una campagna elettorale in cui la consigliera chiedeva voti in cambio di prodotti alimentari.
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