La Sberna non ha dubbi: per "difendere" la famiglia bisogna togliere i figli ai gay, mica crescere i propri



Ricordate Cristiani Today? È quella sedicente rivista cristiana che si lanciò nel sostenere che gli attentati terroristici al Bataclan di Parigi fossero tutta colpa del rock satanico.
Lì lavora Rita Sberna, quella stessa Rita Sberna che per conto di un'emittente religiosa genovese intervistò padre Amorth per sostenere che i gay fossero degli indemoniati. Quella Rita Sberna che venne inviata in Rai a parlare della Madonna di Medjugorje e che ora ritroviamo a promuovere il Family day ostentando tutto il suo disprezzo verso chi ha un riorientamento diverso dal suo:

Il problema non è l'omosessualità! Il problema è la ‪‎perversione‬, la ‪‎volgarità‬, la ‪‎follia‬ di certi ‪depravati‬ . Si, perché si tratta di perversione pura e non ho problemi a dirlo, ad esprimere apertamente quello che penso. Mi incavolo con chi tace, non si esprime per paura di essere criticato. Me ne frego altamente delle critiche, preferisco stare antipatica ed essere chiamata ‪‎bigotta‬ ma mai ‪perversa‬. Io mi rifiuto di dare un futuro del genere ai miei figli. Per cui ripeto : per me ognuno si può innamorare di chi vuole, ma lasciate in pace i figli e cercate di rientrare nel massimo della civiltà quando girate per strada! ‪Vergogna‬!

Ebbene, quella Rita Sberna è anche l'autrice di un editoriale pubblicato da Cristiani Today in sui la donna si premura di santificare Vittorio Sgarbi. Com'è noto, nei giorni scorsi il critico d'arte pubblicò su Facebook un messaggio in cui asseriva: «La famiglia è un padre e una madre. E una madre non può essere uno con la barba o i baffi».
Quelle parole indignarono molte persone, soprattutto visti i trascorsi personali di Sgarbi. Basta anche solo consultare Wikipedia per poter apprendere come la sua famiglia sia tutt'altro che tradizionale, così come anche il suo rapporto con i figli:

Celibe, ha riconosciuto due figli, dichiarando in merito: «Sono contrario alla paternità. Quella del padre non è una categoria a cui ritengo di dover appartenere. Ciò detto sono anche contrario all'aborto. Ci sono donne che hanno voluto figli da me, non io da loro perché non può esserci l'obbligo di diventare padre».
Nel giugno 2011 la Corte di Appello di Ancona gli attribuisce la paternità di un terzo figlio, una ragazzina di tredici anni, avuta da una cantante lirica di origine albanese. Pur riconoscendo la possibilità di esserne il padre, Sgarbi ha annunciato il ricorso sulla decisione del giudice, dichiarando inoltre di avere almeno una quarantina di figli non riconosciuti.
Dal 1998 è legato a Sabrina Colle, sebbene abbiano un'unione "aperta".

Ma dato che si è schierato contro i gay (da lui più volte etichettati offensivamente come «culattoni») ecco che l'integralismo cattolico l'ha nominato protettore della Sacra famiglia. E dinnanzi a chi non accettava giudizi morali da una persona con un simile vissuto, la Sberna titola: "Vittorio Sgarbi minacciato di morte sui social per aver difeso la famiglia!".

La donna sostiene che «Vittorio Sgarbi ha difeso pubblicamente la famiglia» e lamenta che «improvvisamente ecco la sua pagina invasa di insulti, minacce di ogni genere e parole pesanti ed aggressive». L'articolo ne riporta qualcuna:

“Scommetto che tuo figlio avrebbe preferito una madre con la barba anziché avere un padre come te che lo rinnegasse!”. E ancora: “Sentire Sgarbi che fa la morale sul concetto di famiglia quando il suo ruolo di padre si è fermato all’uscita del seme è un po’ come avere a che fare con un vegano che coltiva piante carnivore“. Poi altre accuse (solo tra quelle vagamente riferibili): “Vittorio Sgarbi dov’è la sua famiglia? Di chi è Padre lei? E di fianco a quale madre ha cresciuto i suoi figli?”. E ancora: “E tu che c….. ne sai di famiglia? C’hai figli sparsi a destra e a manca, senza padre, ovviamente…parlami di quadri, che qualcosa ne capisci…”. “Sgarbi sei la prova vivente che avere una grande cultura non è sinonimo di essere intelligenti”. Oppure: “Disse colui che paga le donne per farci sesso e che non si è mai sposato in vita sua!”

Bhe, che la Sberna voglia o no, quelle sono tutte verità. Eppure la donna non ha dubbi nel concludere che:

La cattiveria delle persone e la maleducazione, in questi casi dove si parla di “Famiglia” e di “morale” incalza violentemente.
Siamo vicini a Vittorio Sgarbi, che abbiamo intervistato qualche mese fa, in occasione della tematica del Crocifisso nelle scuole, anche lì, il critico d’arte è stato favorevole al Crocifisso ed ha difeso questo pensiero con molta determinazione (come sempre).

Ad di là di come nell'articolo non si faccia alcun riferimento alle presunte minacce di morte millantate nel titolo, è interessante notare come ci sia chi sostiene che "difendere" la famiglia non significhi prendersi cura dei propri figli, ma solo di impedire che altre famiglie possano avere pari dignità. il tutto sottolineando come basti imporre il crocefisso nelle scuole per diventare un buon cristiani, indipendentemente da tutto il resto.

Ora la Sberna sta raccogliendo il plauso dell'integralismo cattolico nell'asserire che parteciperà al Family day per "difendere" i bambini. Ma c'è una certa depravazione in chi pare preferire situazioni in cui i bambini debbano rivolgersi ad un tribunale nella speranza di essere riconosciuti dal padre biologico piuttosto che essere amati e cresciuti da due genitori dello stesso sesso.
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