L'anno si apre con ben quattro aggressioni omofobe registrate in pochi giorni



Il 2016 è iniziato solo da 15 giorni, eppure già si registra una serie impressionante di aggressioni omofobe. Il primo caso è quello di Piermario, un 33enne che lavora come barman a Cremona. Insieme al compagno aveva deciso di passare il capodanno a Verona, una città nota per il suo romanticismo che negli ultimi tempi è stata mortalmente colpita dall'ignoranza di chi va in giro a sostenere l'esistenza di «libri gender».
Si trovava in corso Porta Nuova quando ha avuto la malaugurata idea di compiere l'atto più semplice di questo mondo: dare un bacio al suo compagni. Tanto è bastato perché alcuni ragazzi lo insultasseroo e lo aggredissero fisicamente. In quello stato in cui le amministrazioni patrocinano i convegni fascisti in cui si sostiene che l'omofobia non esista.
«Quando ci hanno visto -racconta- hanno cominciato a insultarci. Subito ho pensato che scherzassero. Il tempo di capire che facevano sul serio e mi sono arrivati da dietro. Uno mi ha tirato un pugno in faccia, l'altro mi è saltato addosso». Piermario ha cercato di difendersi, ma il suo compagno ha preferito non rispondere alla provocazione e l'ha trascinato via.
Le telecamere di un hotel hanno ripreso l'accaduto e gli investigatori avranno dunque del materiale per avviare le dovute indagini sull'accaduto. In caso di processo, Arcigay Verona si costituirà parte civile.

Un secondo caso riguarda Daniel, un ragazzo di 18 anni che vive a San Romano, in provincia di Pisa. Da tre anni è vittima id bullismo e nei giorni scorsi ha subito l'ennesima aggressione da parte di un gruppo di ragazzi che gli sta tenendo la vita impossibile a causa del suo orientamento sessuale. In passato il giovane era già stato aggredito da coetanei e ragazzi più grandi, con percosse che gli hanno addirittura provocato la frattura un braccio. Ai giornali racconta: «Sono un ragazzo gay, che da tre anni, ma forse anche di più, è finito nel mirino dei bulli. Qualche anno fa mi ruppero pure un braccio proprio per la mia omosessualità. E ora alcuni di quei ragazzi sono tornati a sfottermi, non si rassegnano».

Nella bergamasca una partita di volley tra ragazzini è stata sospesa a causa di una rissa scoppiata tra genitori sugli spalti. Al termine del primo set, alcuni supporter della squadra avversaria hanno iniziato a insultare i ragazzini in campo, ironizzando sulla loro sessualità per via del fatto che dividevano il campo con delle ragazze. È stato necessario l'intervento dei carabinieri per fermare quella follia.

Ed ancora, sempre nel posano, uno studente 16enne del liceo scientifico Buonarroti è stato attaccato da altri studenti a “causa” della sua dichiarata omosessualità. In quella scuola in cui l'integralismo cattolico chiede che sia impedito qualunque contrasto alla violenza di genere.
L'episodio è accaduto nel secondo giorno di autogestione dell'istituto. Il ragazzo era stato invitato ad un incontro organizzato da un gruppo di educazione sessuale, chiedendogli di raccontare la sua esperienza dopo il coming out. ma al termine dell'intervento, alcuni studenti hanno iniziato ad urlargli: «Sei malato». Un insulto che non è stato contestato dagli altri presenti, alcuni dei quali si sarebbero lanciati nell'applaudire quell'offesa gratuita.

Ecco l'immagine di un Paese devastato dalla violenza omofobica e dalla propaganda d'odio che, spesso, è stata alimentata e tollerata da una politica incapace di creare un luogo sicuro per tutti e in cui basta dichiararsi cristiani per sentirsi legittimati a distruggere il tessuto sociale di una nazione in difesa di un mero pregiudizio.
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