L'ideatore della bufala sul "gioco del rispetto" è l'ospite d'onore della Demo für Alle



«Genitore denuncia l'invasione gender a scuola. Figlio espulso perché non vuole vestirsi da donna». È questa la denuncia che è stata rilanciata dall'integralismo cattolico, tornando ancora una volta a ricamare sulla falsa vicenda del "gioco del rispetto".
Com'è noto, tutta la questione venne sollevata da un articolo di Amedeo Rossetti de Scander pubblicato da La Nuova Bussola Quotidiana, nel quale il genitore diceva di sentirsi violato nel suo diritto ad inculcare la violenza omofobica al figlio. L'uomo dice che non si possa parlare di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne perché quello avrebbe senso solo se «un bambino di 4 o 5 anni potesse essere un mostro, picchiatore o stupratore di donne» e che «lo fanno facendo credere che sia un obbligo, facendo credere che ciò che dicono il Comune, l’Organizzazione Mondiale della Sanità o chi altro ancora abbia valore di legge».
Chiarito la sua idea riguardo al fatto che non serva prevenire l'insorgere del sessismo o che non abbia senso dar retta alle organizzazioni di esperti se ci si può basare sul proprio pregiudizio, si diede vita ad una vera e propria crociata contro il Comune di Trento attraverso quello che ben presto venne trasformata in una storia morbosa in cui alcuni bambini si sarebbero vuoti trovare a palpasi fra di loro o ad indossare abiti femminili.
Tutto falso, ovviamente, così come spiegarono molto chiaramente le ideatrici del gioco. Difficile è capire come si sia giunti a sostenere che la masturbazione potesse centrare con il dire ad un bambino che quello della casalinga non debba essere un lavoro necessariamente femminile o che il camionista non richiesta l'essere maschio, eppure è ciò che è stato fatto. «Hanno sporcato un gioco con la malizia», lamentarono dal Comune.

Nella propaganda integralista, tutto ciò che viene inventato viene spacciato come verità assoluta nonostante le smentite ed è così che Amedeo Rossetti de Scander va ancora in giro a dire che suo figlio è stato minacciato dal gender. Lo ha nuovamente ribadito in un lettera pubblicata lo scorso dicembre da Civiltà Islamica, nella quale torna a lamentare che abbia appreso dell'attività e l'abbia giudicata sulla base di quello che le riviste dell'integralismo cattolico dicevano. Di fatto non ha mai visto come funzionasse realmente il gioco, ma ha agito per partito preso. Si dice insoddisfatto delle attività alternative che vennero proposte al figlio una volta che lui si oppose alla sua partecipazione al gioco, così come lamentava come nelle autorizzazioni in ci fosse un'esplicita clausola per opporsi all'attività (per farla breve, la mancata consegna dell'autorizzazione non lo soddisfaceva perché lui esigeva una casella con scritto "non autorizzo").
Da maggio ha ritirato il figlio da scuola per impedire che qualcuno potesse parlargli di rispetto verso gli altri ed oggi lamenta che il Comune abbia assegnato qual posto vuoto a qualcun altro al posto di tenerlo disponibile per un bambino che non si era presentato per mesi.

A farci dubitare della sua buona fede non è solo l'aver creato cavalcato una polemica basata sul nulla, ma il fatto che quella polemica sia stata cavalcata per fare carriera nel mondo omofobo. L'11 ottobre 2015 lo ritrovami infatti sul palco della Demo für Alle, la succursale tedesca della Manif Pour Tous, pronto a gettare fango sul Comune di Trieste per un gioco che non prevedeva assolutamente ciò che lui afferma.

Dal palco ha dichiarato:

Grazie vi saluto tutti. E un onore essere qui e una gioia. Grazie per l’invito , ringrazio tutti voi, Per noi in Italia è importante sapere che non siamo soli. Ma tanti in tutta L’Europa.
A marzo del 2015 ho descritto in un articolo cosa è successo nell'asilo del mio bambino a Trieste. Senza informare i genitori l’asilo voleva introdurre il "gioco del rispetto". Questa iniziativa è una di tante che vengono offerte nell'ambito della educazione sessuale dalla WHO.
In Italia il mio articolo ha trovato molto interesse dai media e dalla politica e fu discusso parecchio.
Come conseguenza vennero fondate tante associazioni e movimenti per proteggere le famiglie che poi si sono aggregate a quelle associazione che già agivano come Manif Pour Tous.
La forza e la convinzione del popolo contro i progetti "gender" portarono a Roma il 20 giugno, un millione di persone a una manifestazione. Un milione di persone di cui M
anf pour tous era uno dei organizzatori. Un Milione di persone esigeva il diritto di famiglia. Il diritto di avere come genitore il privilegio di educare i propri figli.
Noi viviamo in un tempo molto pericoloso. Anche il Papa Francesca parla di colonizzazione ideologica. Lui si riferì a dei tempi dove alcuni trovarono tramite i bambini accesso ai genitori. Dove nelle scuole e tramite l’educazione scolastica bambini e giovani che furono ideologizzato come la Hitlerjugend o la Gioventù Balilla. Anche per questo nel 1948 le Nazioni Unite furono scritte le firmate le dichiarazioni dei diritti umani. Nell'articolo 26 paragrafo 3 vi è scritto testualmente che i genitori che un diritto prioritario di scegliere il tipo di istruzione per i propri figli. Avete capito bene, i genitori hanno il diritto prioritario di scegliere il tipo di istruzione per i propri figli. Tutti i genitori devono essere coscienti di ciò! Tutti dobbiamo essere coscienti di ciò!
Imporre ai nostri figli temi di tipo sessualità, etici, morale temi filosofici/ religiosi é una lesione ai diritti umani. Ripeto: non é una mia opinione, ma é scritto nella dichiarazione dei diritti umani, scritto nel articolo 26 della risoluzione dei diritti 10 dicembre 1948 nell'assemblea generale delle Nazioni Unite.
Continuate a difendervi, come noi continuiamo a difenderci.
2 commenti