L'Occidentale sfiora il tragicomico nel parlare di messaggi subliminali nello spot Disney



Archiviata la polemica su una città che ha osato preferire delle onlus laiche a delle bancarelle accusate di associazione mafiosa, pare che il nuovo tormentone delle destre sia la diffamazione di Disney Junior.
L'emittente televisiva è finita nel mirino dell'integralismo cattolico per aver osato realizzare uno spot in cui si diceva ai piccoli telespettatori che tutte le famiglie sono diverse e che ognuno di loro può sentirsi al sicuro in quella che vive. Ma dato che fra le famiglie ve n'era anche una omogenitoriale, eccho che si è scatenato il putiferio. A dar fastidio è come lo spot non abbia lanciato un messaggio di disprezzo verso le famiglie che a loro non piacciono, magari dicendo ai bambini che devono sentirsi a disagio se vivono con due papà o due mamme.
In questi filone si inserisce un articolo pubblicato da L'Occidentale, nel quale un certo Marco De Palma rasenta il tragicomico. Nella sua ricostruzione dei fatti, sostiene:

Però le famiglie che la Disney promuove non sono solo piccole o allargate, di tutte le etnie, con tutte le possibili varianti; sono anche quelle omosessuali, con due uomini e un bambino in mezzo a loro, un bimbo che pare non avere una mamma da nessuna parte. Le associazioni Lgbt esultano: è una questione “educativa”, un modo per abituare i bambini anche molto piccoli a incamerare le immagini della coppia omo con figli come se fosse ovvio e scontato. È la “famiglia Frozen” che garantisce, è il marchio Disney, con Topolino, Paperino e tutti gli amatissimi personaggi del mondo delle favole e dei cartoni! Come non prestargli ascolto, e fiducia?

Da qui si passa poi a sostenere che ci sia un piano occulto volto ad attaccare quella discriminazione che a loro piace tanto. Ed è così che l'articolo si lancia nell'asserire:

Il video pubblicitario dura un minuto, il momento in cui si vede la coppia gay è brevissimo, pochi fotogrammi, ma questo rende la questione ancora più grave: è un messaggio quasi subliminale, un’immagine che si confonde con le altre, proprio per evitare di mettere a fuoco la “diversità”, per rendere tutto assolutamente omogeneo e neutro. Il video è stato segnalato al senatore Giovanardi da una mamma: Giovanardi ha chiesto spiegazioni a Sky, che ha raccontato come l’emittente compri il “pacchetto Disney” tutto intero.
Che fare? Intanto denunciamo l’accaduto, per far sapere ai genitori di cosa si tratta: si lasciano i figli fiduciosamente davanti all’Ape Maia e ci si ritrova con lo spot che promuove l’adozione gay o l’utero in affitto (come hanno avuto quel bimbo i due uomini? Dov’è la loro mamma?). Qualcuno ne scriverà, oltre noi?

A questo punto le osservazioni sono molteplici: innanzi tutto è interessante notare come si parli di «pochi fotogrammi» a fronte di uno spazio che è pari a quello dedicato a tutte le altre famiglie mostrare. Fosse stato più lungo si sarebbero lamentati del maggiore spazio, fosse stato piùà corte si sarebbero inventati una qualche altra storia. Fatto sta che quasi occasione vien utilizzata per falsificare la realtà e accrescere l'odio attraverso la paura. Ed è proprio per alimentare la paura che si sceglie di dire ai genitori che devono preoccuparsi se i figli vendono spot che promuovono la pari dignità garantita dalla Costituzione al posto di distingui tipici dell'epoca fascista. Il tutto arrivando sino al sostenere che ci siano piani occulti che potrebbero causare gravi danni ai bambini, tipo il farli crescere senza pregiudizi o senza omofobia. Sia mai!

Ed è anche altrettanto curioso si parli di «promozione delle adozioni gay» quando lo spot non parla assolutamente del tema, ma si limita a mostrare famiglie che di fatto esistono. Diventa poi difficile poter replicare a chi si inventa le situazioni che poi attacca. Non ci sarebbe stato nulla di male a parlare bene delle adozioni per tutti, ma non è questo il caso.
Insomma, dato che Giovanari ha deciso di fare una campagna diffamatoria e discriminatoria basata sul nulla, ecco che i suoi tirapiedi ora cercano di argomentare l'argomentabile. Peccato che l'invenzione della realtà sia un qualcosa di scorretto se non direttamente di illegale.

Dinnanzi a tanto squallore, ciò che può consolarci è come il video sia stato visto 16.990 ed abbia collezionato ben 220 voti positivi a fronte di soli 15 negativi. I numero lascerebbero dunque intendere che la società sia molto più avanti di una politica che spera ancora di poter sopravvivere nel legittimare discriminazioni e pregiudizi.
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