L'omofobo che dice di conoscere i gay meglio di loro stessi perché si è informato sui siti porno



Se agli integralisti va riconosciuto un merito, è quello di saper fare lobby su Internet. Poche persone hanno creato innumerevoli realtà (tutte riconducibili ai medesimi soggetti) che permettono di darsi ragione a vicenda in una vera e propria rete della propaganda d'odio. In tal modo, se un sito dirà che i tuoi figli sono in pericolo e citerà altre tre fonti che sostengono la medesima tesi, quella falsità verrà percepita come una verità indiscutibile.
Tale tattica viene magistralmente spiegata in un articolo di Urano Rebel ed è la causa della disarmante disinformazione che regna oggi nel nostro paese. Se qualcuno crede davvero che esista una fantomatica «ideologia gender» o se davvero qualcuno crede che la stepchild adoption abbia qualcosa a che fare con la maternità surrogata, è perché qualcuno ha deciso che dovessero crederlo ed ha creato una propaganda che sfruttasse i pregiudizi per alimentare inutili isterie. Probabilmente in uno stato serio sarebbe stato il Governo ad impedire tali azioni, ma purtroppo qui viviamo in Italia.

Gran parte del lavoro sporco viene svolto da alcuni personaggi che passano le loro giornate ad alimentare e legittimare la discriminazione e l'odio sui social network. Sono relativamente pochi, ma violenti e onnipresenti nel gettare discredito, promuovere i pregiudizi e cercare di alterare la percezione della realtà.
Fra questi figura anche il personaggio di cui ci occuperemo. È un tizio che si rivolge ai gay come se fossero cani, che diffonde decontestualizzazioni offensive e che retwitta in continuazione Adinolfi e la Manifest Pour Tous. Interessante è anche notare come non abbia mai espresso un solo pensiero che non fosse un attacco ai gay, salvo qualche sporadico intervento di stampo razzista. Insomma, non gli vai bene se non sei bianco, eterosessuale e possibilmente di razza ariana.
Ebbene, questo personaggio è stato il protagonista di una surreale conversazione avvenuta su Twitter. Dinnanzi a chi parlava di un libro sui gay, si è introdotto nella discussione dicendo che aveva protestato con la sua università per aver ospitato la presentazione di un libro di quell'autore. A chi glielo chiede, precisa che secondo lui non è importante capire se degli universitari hanno la facoltà di sviluppare opinioni personali, quelle cose sono da vietare a priori perché da ritenersi «propaganda» come avviane in Russia (è ovviamente un dichiarato fan di Putin). Tutto ciò non è male per chi ha un account dedicato alla vera propaganda.

Dopo una serie di frasi in cui il nostro omofobo usa termini come «frocio» o si cimenta in frasi come «a te servirebbe un po' di figa, magari guarisci», si giunge al passaggio in cui insulta un altro utente scrivendo: «tu magari vai nelle chat a scrivere "sono orso passivo cerco etero che mi inculi"... n'est ce pas?». Qualcuno giustamente fa notare: «Vedi come è informato? Poi si chiede perché insospettisce...» al che lui risponde: «Ho anche prestato la mia botnet a un canale IRC gay nazionale. Vi conosco bene, meglio di voi stessi».
Tralasciando come IRC non sia praticamente più usato da almeno un decennio, c'è da chiedersi perché mai un omofobo avrebbe dovuto prestare spazio ad un canale gay. Ed infatti qualcuno commenta: «Eccoci di nuovo: i "difensori della famiglia tradizionale" non sono altro che voyeur di porno e chat gay».
È bastata quella semplice frase per scatenare una risposta surreale: «Uno che per combattervi si informa, per te è voyeur di porno e chat gay? Sei la prova che l'omosessualità è un disturbo».

Quindi prendiamone nota: una persona che passa il suo tempo a frequentare chat per adulti e siti porno è una persona che si sta semplicemente «informando» al fine di «combattere» qualcuno. E poi si lancia pure nel dire che l'omosessualità è un disturbo? Già, peccato che qui l'unica persona disturbata parrebbe proprio qualcun altro.
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