L'Ordine degli Psicologi del Lazio: «No a polemiche strumentali. La stepchild adoption tutela i minori»



«I bambini e le bambine delle famiglie omogenitoriali, è vero, sono differenti. E lo sono per un motivo semplicissimo: perché non hanno gli stessi diritti degli altri. Il legislatore ha il dovere di rimediare a questa ingiustizia. Nei prossimi giorni, senza lasciarsi condizionare da letture pregiudiziali e ideologiche della realtà, si decida a occuparsi di ciò che veramente conta: l'interesse dei e delle minori». È quanto dichiara Paola Biondi, consigliera segretaria dell'Ordine degli Psicologi del Lazio (OpLazio).
«Si sta facendo molta confusione sul tema delle unioni civili e della stepchild adoption, forse perché montando una polemica strumentale è piu' facile nascondere la debolezza degli argomenti. Per sgombrare il campo da equivoci, ribadiamo ancora una volta una verità assodata: l'orientamento sessuale e l'identità di genere di genitori e genitrici non impedisce il sano sviluppo e la salute psicologica della prole. Chi dichiara il contrario, evidentemente, non ha famigliarità con la letteratura scientifica che, su questo punto, e' chiarissima [...] Non serve scomodare improbabili categorie antropologiche per comprendere che i figli e le figlie di coppie dello stesso sesso esistono già e continueranno ad esserci. Altrettanto evidente è il fatto che il nostro Paese non dispone di una legislazione in materia all'altezza di quella delle più mature democrazie europee. Di fronte a questi banali dati di realtà, occorre chiedersi se sia opportuno o meno garantire a bambini e bambine delle famiglie omogenitoriali un'esistenza serena, nel contesto in cui già coltivano i loro affetti, piuttosto che continuare a trattarli come bambini e bambine di serie B. Mi auguro che coloro che sinceramente hanno a cuore il benessere dei e delle minori sapranno compiere nei prossimi giorni, anche in sede istituzionale, una scelta coerente e responsabile, approvando il Ddl Cirinnà nel suo impianto originario, senza lasciarsi condizionare da ipocrisia, pregiudizi o interferenze indebite».
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